papa francesco incontro

“Il 2 settembre Papa Francesco ci ha invitato nella Santa Sede per avere un’udienza con noi, per festeggiare il 30° anniversario di Fondazione Arché”, ci ha annunciato Padre Giuseppe, durante una delle riunioni settimanali in cui incontra noi mamme.

Eravamo incredule; alcune di noi piangevano dall’emozione, altre, come me, lo hanno realizzato davvero solo nel momento in cui siamo salite sull’autobus in direzione di Città del Vaticano.

Ma lasciate che vi racconti come è iniziata quella giornata.

Ore 04:00: sono suonate le sveglie ed è iniziato il solito via vai di mamme, tutte pronte a prepararsi alla fantastica giornata che ci stava aspettando. I bimbi si sono fatti trovare tutti belli ed ordinati, anche se gli occhi sembravano chiedere di dormire ancora un po’.

Ore 06:00: “Siamo pronti?” – Hai preso la colazione?” – “Hai chiuso il passeggino?”, ci chiedevano le educatrici emozionate quanto noi. Tra tante domande e piene di entusiasmo, siamo salite sul treno pronte alle tre ore di viaggio che ci aspettavano.

Ore 09:30: Non ero mai stata a Roma, ma, senza nulla togliere a Milano, un po’ di invidia verso le nuove utenti di Casa Marzia che avrebbero vissuto in una città così bella, ammetto di averla provata. Siamo salite sul pullman e, passando da Villa Borghese, Piazza del Popolo e di fronte alle Mura Aureliane, siamo riuscite a scorgere Piazza San Pietro. Scese dall’autobus, abbiamo rincontrato volti a noi famigliari, come quelli della volontaria Giovanna oppure della nostra ex educatrice, ora diventata direttrice della comunità a Roma, Dalila. Ci siamo scambiate varie occhiate, che ci hanno fatto rendere conto di provare tutti un po’ di agitazione e felicità nell’incontrare il Pontefice.

Ore 11.00: Le guardie svizzere ci hanno accompagnato all’interno del Vaticano. Eravamo tutti incantati dalla bellezza e dallo stile dei palazzi mentre i bimbi erano incuriositi dalle guardie e dalle loro divise colorate di rosso, giallo e blu e alle guaine in cui conservano la loro spada. Le guardavano con gli occhi sgranati. Anche noi mamme ci guardavamo emozionate e ogni tanto ho pure chiesto alle altre di darmi un pizzicotto perché non mi sembrava proprio vero.

Ore 11:30: Ci hanno fatto accomodare nella Sala Clementina dove nel giro di poco è entrato Papa Francesco. I più piccoli che già correvano per tutta la sala si sono fermati e, consapevoli della solennità del momento, sono stati i primi a dargli il benvenuto. C’era anche mio figlio, e non nego che nel momento in cui ho visto la mano del Pontefice accarezzargli i capelli, per quanto ci abbia provato, non sono riuscita a trattenere un vero e proprio pianto di gioia. Ho pensato a tante cose in quel momento. A quale momento unico e irripetibile questo percorso in comunità, nonostante le sue difficoltà, mi abbia regalato: non ringrazierò mai abbastanza le persone che hanno reso possibile questa giornata. Comunque Papa Francesco è proprio come si vede in televisione una persona di cuore che conosce realmente l’umanità, però molto più alto.

Ci siamo salutati sperando che sia un arrivederci.

Abbiamo pranzato con una bella cacio e pepe, gradita sorprendentemente anche dai più piccini, e poi abbiamo fatto una passeggiata a Castel Sant’Angelo per rilassarci un po’. Dopo aver fatto giocare i bimbi al parco, abbiamo fatto anche una bella passeggiata costeggiando il Tevere per poi goderci un bel gelato in Piazza di Spagna. Era ormai ora di partire: un po’a malincuore, abbiamo salutato la bellissima Roma per prendere il treno che ci ha riportato in comunità.

Vorrei dire un grazie speciale a tutte le persone che hanno condiviso questa giornata con noi, principalmente a Padre Giuseppe, per averci dato questa magnifica opportunità e per dare voce da trent’anni a chi purtroppo ha la voce ma non viene ascoltata.

Un grazie speciale va a tutti gli educatori ed educatrici che ci supportano e sopportano tutti i giorni e che ci accompagnano in questo percorso di crescita personale e genitoriale.

Un grazie anche ai volontari e ai sostenitori di Arché.

Sofia

Mamme ospite di Casa Adriana

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