Filo Dritto

Il progetto si rivolge a donne e persone particolarmente vulnerabili e sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria ristrette negli Istituti Penitenziari di Bollate, San Vittore ed in carico all’UIEPE di Milano.

Filo Dritto

Il progetto si rivolge a donne e persone particolarmente vulnerabili e sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria ristrette negli Istituti Penitenziari di Bollate, San Vittore ed in carico all’UIEPE di Milano.

Attraverso Filo Dritto Fondazione Arché si dedica al supporto di donne vulnerabili sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Le azioni messe in campo dalle operatrici sono di tipo psicologico e pedagogico e sono rivolte al sostegno dei legami famigliari e al consolidamento delle capacità genitoriali delle donne coinvolte nei gruppi.

Data di inizio: 01/2025

Beneficiari: Donne particolarmente vulnerabili sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria ristrette negli Istituti Penitenziari di Bollate, San Vittore ed in carico all’UIEPE di Milano.

Impatto sociale: Il progetto prevede l’attivazione di un gruppo per un massimo di 8 persone, una volta alla settimana, presso il Centro Diurno in Cascina Cuccagna. Ogni incontro ha una durata di due ore.

Per le situazioni più fragili è previsto, su segnalazione dell’equipe, uno spazio di ascolto e consulenza settimanale della durata di un’ora.

Partnership:

Capofila: Il gabbiano.

Luogo: Cascina Cuccagna

Contesto: Le donne sono una componente marginale di una popolazione penitenziaria prevalentemente maschile, in funzione della quale gli istituti di pena sono stati pensati, costruiti, disciplinati.

In Italia sono poco più del 4%.

È evidente come la detenzione femminile sia da considerarsi una doppia pena per la donna: i meccanismi, tipici del carcere, di infantilizzazione e di soffocamento della individualità riguardano tutte e tutti, ma hanno con la storia delle donne un aggancio fortissimo.

La deprivazione di sé causa maggiore sofferenza alle donne che nella vita libera hanno la responsabilità del quotidiano proprio e altrui.

Il Progetto cerca di fornire innanzitutto occasioni di crescita, di consapevolezza e di valorizzazione delle proprie risorse per poter affrontare con responsabilità i processi di cambiamento.

Poter realizzare “gruppi di parola” che coinvolgano persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, fuori dal contesto detentivo dà loro la possibilità di esternare maggiormente la propria emotività e di sentirsi più “libere” di far emergere anche le proprie fragilità.

La realizzazione di questi gruppi fuori dalle mura carcerarie, ma in uno spazio come quello messo a disposizione da Cascina Cuccagna, permette alle donne coinvolte di vedersi non più solo come detenute recluse in un istituto di pena, ma anche come donne, madri e lavoratrici e come altro al di là dello status di detenuta.

Un contesto diverso dal carcere, come Cascina Cuccagna, quindi un luogo bello e curato può, di riflesso, condizionare le donne coinvolte in una maggiore cura di sé, incentivandole ad una maggiore attenzione verso il bello all’esterno e dentro di sé.

Contatti: Federica Barile – 📧 barile@arche.it

Attraverso Filo Dritto Fondazione Arché si dedica al supporto di donne vulnerabili sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Le azioni messe in campo dalle operatrici sono di tipo psicologico e pedagogico e sono rivolte al sostegno dei legami famigliari e al consolidamento delle capacità genitoriali delle donne coinvolte nei gruppi.

Data di inizio: 01/2025

Beneficiari: Donne particolarmente vulnerabili sottoposte a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria ristrette negli Istituti Penitenziari di Bollate, San Vittore ed in carico all’UIEPE di Milano.

Impatto sociale: Il progetto prevede l’attivazione di un gruppo per un massimo di 8 persone, una volta alla settimana, presso il Centro Diurno in Cascina Cuccagna. Ogni incontro ha una durata di due ore.

Per le situazioni più fragili è previsto, su segnalazione dell’equipe, uno spazio di ascolto e consulenza settimanale della durata di un’ora.

Partnership:

Capofila: Il gabbiano.

Luogo: Cascina Cuccagna

Contesto: Le donne sono una componente marginale di una popolazione penitenziaria prevalentemente maschile, in funzione della quale gli istituti di pena sono stati pensati, costruiti, disciplinati.

In Italia sono poco più del 4%.

È evidente come la detenzione femminile sia da considerarsi una doppia pena per la donna: i meccanismi, tipici del carcere, di infantilizzazione e di soffocamento della individualità riguardano tutte e tutti, ma hanno con la storia delle donne un aggancio fortissimo.

La deprivazione di sé causa maggiore sofferenza alle donne che nella vita libera hanno la responsabilità del quotidiano proprio e altrui.

Il Progetto cerca di fornire innanzitutto occasioni di crescita, di consapevolezza e di valorizzazione delle proprie risorse per poter affrontare con responsabilità i processi di cambiamento.

Poter realizzare “gruppi di parola” che coinvolgano persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, fuori dal contesto detentivo dà loro la possibilità di esternare maggiormente la propria emotività e di sentirsi più “libere” di far emergere anche le proprie fragilità.

La realizzazione di questi gruppi fuori dalle mura carcerarie, ma in uno spazio come quello messo a disposizione da Cascina Cuccagna, permette alle donne coinvolte di vedersi non più solo come detenute recluse in un istituto di pena, ma anche come donne, madri e lavoratrici e come altro al di là dello status di detenuta.

Un contesto diverso dal carcere, come Cascina Cuccagna, quindi un luogo bello e curato può, di riflesso, condizionare le donne coinvolte in una maggiore cura di sé, incentivandole ad una maggiore attenzione verso il bello all’esterno e dentro di sé.

Contatti: Federica Barile – 📧 barile@arche.it