La Corte di Quarto
La Corte di Quarto è un edificio nel cortile di CasArché a Novate Milanese, che segue soluzioni sostenibili (a livello economico e ambientale) aperto al territorio attraverso una progettazione e una gestione partecipata; questo borgo solidale accoglie 14 famiglie, di cui alcune inserite in percorsi di semiautonomia e avvio all’autonomia genitore-figlio e altre composte da giovani nuclei di supporto e di buon vicinato, facilitatrici di momenti di aggregazione e socializzazione. Il progetto nasce per rispondere al bisogno di creare legami forti ed esperienze significative tra coloro che escono da percorsi comunitari e coloro che nella società vogliono maturare e facilitare un’esperienza di vita comune positiva.
La Corte di Quarto
La Corte di Quarto è un edificio nel cortile di CasArché a Novate Milanese, che segue soluzioni sostenibili (a livello economico e ambientale) aperto al territorio attraverso una progettazione e una gestione partecipata; questo borgo solidale accoglie 14 famiglie, di cui alcune inserite in percorsi di semiautonomia e avvio all’autonomia genitore-figlio e altre composte da giovani nuclei di supporto e di buon vicinato, facilitatrici di momenti di aggregazione e socializzazione. Il progetto nasce per rispondere al bisogno di creare legami forti ed esperienze significative tra coloro che escono da percorsi comunitari e coloro che nella società vogliono maturare e facilitare un’esperienza di vita comune positiva.
Gli spazi abitativi sono di metrature variabili a seconda dei bisogni dei nuclei: la scelta costruttiva ha privilegiato la massima accessibilità e la facilità di relazione tra gli ospiti, permettendo la sperimentazione di uno stile di vicinanza e mutualità solidale che intende favorire relazioni solidali tra le “parti deboli e forti” dell’individuo e della società.
È un luogo progettato per sostenere e sperimentare percorsi d’integrazione culturale e inclusione sociale attraverso un approccio ecologico al progetto, ricercando pertanto equilibrio e impatti efficaci per quanti siano coinvolti: nuclei fragili, famiglie in condivisione, comunità religiosa, reti di supporto e comunità locale.
Il progetto sostiene che la solidarietà è al contempo responsabilità diffusa, necessità e requisito per uno sviluppo sostenibile e una miglior qualità di vita per tutti.
Lo stabile offre al suo interno servizi di accoglienza sociale, mettendosi a disposizione del territorio, mentre ciascun nucleo godrà di un accompagnamento educativo che risponda ai bisogni delle persone accolte. Un coordinatore seguirà la realizzazione dell’intero progetto, affiancato da un’équipe composta da: un referente amministrativo, un educatore professionale, un custode sociale, animatori e volontari a supporto di bisogni e attività.
L’idea progettuale della Corte di Quarto si fonda sulla possibilità di cambiare le condizioni sociali strutturando ambienti in cui i bambini e gli adulti possano sentirsi al sicuro e crescere in prosperità.
Il concetto di crescita è correlato a quello di autonomia: la costruzione di un progetto autonomo e d’indipendenza passa attraverso la questione della casa e del lavoro e dalla capacità di connettere tali risultati con i significati più profondi dell’agire di ognuno. È questa la scommessa che si vuole sperimentare: offrire un sistema esperienziale di residenzialità e di lavoro attraverso il quale sia possibile scoprire equilibri esistenziali che aiutino a regolare le relazioni con l’ambiente, con il prossimo e con sé stessi.
Accanto al lavoro psico-pedagogico che la comunità mamma-bambino assolve, con la Corte di Quarto è strategico potenziare la protezione sociale o “borgo solidale” che faccia sentire al sicuro e che connetta realmente con le altre persone. Allo stesso tempo si vuole sostenere e sperimentare un modello di economia circolare – basato sulla capacità relazionale e di mutuo soccorso – dove attività produttive e tessuto sociale s’incontrino grazie a tre azioni:
- l’avvio di un’impresa sociale
- l’identificazione e il recupero di una struttura abbandonata
- la promozione dello spazio a risorsa per i bisogni e gli interessi dei cittadini
La Corte di Quarto è stata realizzata con il contributo di:
Fondazione Cariplo
Principali sostenitori
Banca d’Italia, Fineco Bank, Fondazione Cariplo, Fondazione Enel Cuore, Fondazione Minoprio, Fondazione Paola Frassi, Fondazione Peppino Vismara, Mapei, UniCredit, UniCredit Foundation
Partnership
Studio di architettura “23bassi”, Comuni di Milano e dell’Area Metropolitana, con il patrocinio del Municipio 8 di Milano
Gli spazi abitativi sono di metrature variabili a seconda dei bisogni dei nuclei: la scelta costruttiva ha privilegiato la massima accessibilità e la facilità di relazione tra gli ospiti, permettendo la sperimentazione di uno stile di vicinanza e mutualità solidale che intende favorire relazioni solidali tra le “parti deboli e forti” dell’individuo e della società.
È un luogo progettato per sostenere e sperimentare percorsi d’integrazione culturale e inclusione sociale attraverso un approccio ecologico al progetto, ricercando pertanto equilibrio e impatti efficaci per quanti siano coinvolti: nuclei fragili, famiglie in condivisione, comunità religiosa, reti di supporto e comunità locale.
Il progetto sostiene che la solidarietà è al contempo responsabilità diffusa, necessità e requisito per uno sviluppo sostenibile e una miglior qualità di vita per tutti.
Lo stabile offre al suo interno servizi di accoglienza sociale, mettendosi a disposizione del territorio, mentre ciascun nucleo godrà di un accompagnamento educativo che risponda ai bisogni delle persone accolte. Un coordinatore seguirà la realizzazione dell’intero progetto, affiancato da un’équipe composta da: un referente amministrativo, un educatore professionale, un custode sociale, animatori e volontari a supporto di bisogni e attività.
L’idea progettuale della Corte di Quarto si fonda sulla possibilità di cambiare le condizioni sociali strutturando ambienti in cui i bambini e gli adulti possano sentirsi al sicuro e crescere in prosperità.
Il concetto di crescita è correlato a quello di autonomia: la costruzione di un progetto autonomo e d’indipendenza passa attraverso la questione della casa e del lavoro e dalla capacità di connettere tali risultati con i significati più profondi dell’agire di ognuno. È questa la scommessa che si vuole sperimentare: offrire un sistema esperienziale di residenzialità e di lavoro attraverso il quale sia possibile scoprire equilibri esistenziali che aiutino a regolare le relazioni con l’ambiente, con il prossimo e con sé stessi.
Accanto al lavoro psico-pedagogico che la comunità mamma-bambino assolve, con la Corte di Quarto è strategico potenziare la protezione sociale o “borgo solidale” che faccia sentire al sicuro e che connetta realmente con le altre persone. Allo stesso tempo si vuole sostenere e sperimentare un modello di economia circolare – basato sulla capacità relazionale e di mutuo soccorso – dove attività produttive e tessuto sociale s’incontrino grazie a tre azioni:
- l’avvio di un’impresa sociale
- l’identificazione e il recupero di una struttura abbandonata
- la promozione dello spazio a risorsa per i bisogni e gli interessi dei cittadini
La Corte di Quarto è stata realizzata con il contributo di:
Fondazione Cariplo
Principali sostenitori
Banca d’Italia, Fineco Bank, Fondazione Cariplo, Fondazione Enel Cuore, Fondazione Minoprio, Fondazione Paola Frassi, Fondazione Peppino Vismara, Mapei, UniCredit, UniCredit Foundation
Partnership
Studio di architettura “23bassi”, Comuni di Milano e dell’Area Metropolitana, con il patrocinio del Municipio 8 di Milano