gioco sviluppo bambino

Se il gioco è essenziale per la crescita intellettiva ed emotiva di tutti i bambini, diventa vitale anche come strumento che rende possibile una ridefinizione delle categorie mentali e quindi della propria identità, soprattutto in casi segnati dal trauma, in bambini vittime di situazioni svariate di disagio, maltrattamento, abuso.

Bruno Munari, con i suoi studi, ha evidenziato la necessità cruciale di offrire sempre ai bambini luoghi e materiali, con cui poter dare forma a quanto la loro fantasia concepisce.

In un bambino segnato da una condizione di fragilità e/o trauma la possibilità di avere a propria disposizione un luogo completamente a lui dedicato, dove potersi rifugiare, sfogare, divertire, rapportare con gli altri è di fondamentale importanza.

Il gioco è basilare per lo sviluppo del bambino.

Giocando, il piccolo impara come funziona il mondo, a relazionarsi con gli altri, a usare l’ingegno e a impegnarsi per risolvere piccoli problemi. I bambini che stanno attraversando momenti di particolare fragilità, che hanno vissuto esperienze fortemente traumatiche o che soffrono di qualche tipologia di disabilità corrono il rischio di essere identificati con la loro difficoltà o disabilità.

È perciò indispensabile riconoscere la dignità e il diritto all’autodeterminazione della persona, in un processo di inclusione che vede il diritto al gioco e il valore di quest’ultimo come elementi fondamentali.

gioco sviluppo bambino

È necessario evitare la ghettizzazione del gioco restituendo alle attività ludiche la loro funzione di crescita e di conoscenza delle risorse personali e dei propri limiti, oltre che di divertimento con o senza i pari.

Anche Maria Montessori, nei suoi studi, riconosce l’importanza del gioco, tanto da associarlo a un vero e proprio lavoro che permette al bambino di sviluppare le sue capacità sensoriali, motorie e intellettive, aiutandolo a conoscere e rispettare le regole sociali. Il gioco infatti lo accompagna nella costruzione del suo essere.

Generalmente non ci si sofferma a pensare a che cosa accade nella mente di un bambino durante il gioco.

In questi momenti crea la propria identità, scopre i suoi limiti imparando attraverso l’esperienza diretta del fare. Attraverso l’attività ludica stimola la forza, lo sviluppo muscolare, la coordinazione. Il gioco lo aiuta a entrare in contatto con le altre persone favorendo la sua affettività e imparando a gestire le emozioni al meglio.

I bambini e le bambine che hanno vissuto esperienze traumatiche o di forte deprivazione hanno estremamente bisogno di trovare luoghi che stimolino il più possibile quanto descritto.

È fondamentale che riscoprano, o scoprano per la prima volta, la dimensione del gioco reale, spontaneo e di qualità affinché il loro percorso di vita e di crescita sia curato al meglio.

Alice Pennati

Segreteria generale e progettazione Fondazione Arché

Foto| Zoe Vincenti

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