crescere bambini città

E pazienza per chi può vedere le papere al parco o può ancora giocare in cortile, cosa sempre più rara.

Ma gli altri?

I bambini che abitano lontano dai boschi e lontano dai parchi, i bambini che devono stare in casa, per un motivo o per l’altro? Ci vuole tanta immaginazione e tanta fantasia per “uscire” e trovare un parchetto giochi che non abbia uno scivolino, un castello, una altalena, tutti di plastica, e tantissima polvere.

Piuttosto un luogo un po’ selvaggio, con alberi con rami bassi, su cui ci si possa dondolare o ai quali si possano appoggiare bastoni per costruire un rifugio, con chiazze di prato non tagliato per poter osservare gli insetti, con montagnole di terra da cui scivolare o sulle quali disegnare una pista.

Con un angolo ombroso dove fermarsi a leggere, sdraiati per terra, con qualche formicaio, una tana per i pipistrelli, sedili di legno in cerchio, meno uno, per chi è già seduto in carrozzella, che so, un anziano o un ragazzo…

Ci vorrebbe un ruscello nel quale poter mettere i piedi e degli alberi da frutta da mangiare per davvero. Un museo delle erbacce, per impararle e fotografarle. Un deposito di materiale per costruire recinti, nascondigli, rialzi… da smontare poi e trasformare di nuovo.

È ora che si torni a regalare ai bambini l’avventura del terreno di scambio di affetti con gli altri e con la terra.

È ora che si mettano da parte i divieti (non calpestare, non toccare l’acqua, non raccogliere i frutti…) e invece si introducano gli inviti: per favore, mangia questi frutti.

Per favore prova a entrare nell’acqua.

Per favore osserva le formiche senza disturbarle.

crescere bambini città

Questa è una piantaggine: se ti punge una zanzara, strofina il ponfo con una sua foglia… È ora che la manutenzione sia dalla parte dei bambini ma anche dei grandi perché è bello condividere, piuttosto che degli oggetti come i monumenti.

A chi poi se non alla natura che si autorappresenta da sé, quando se ne ha cura?

Allora se chi legge queste righe è un progettista, ci pensi su. Se è un genitore, permetta ai bambini di fare esperienza. La natura dà i suoi limiti senza proibire. E infine, se sei un bambino, tu che leggi, reinventati gli spazi. Già lo fai quando sali in piedi su una panchina, immaginando di essere su una nave.

Metti tu le cose che desideri nel progetto di un parco. Fai entrare il parco in casa tua, seminando qualsiasi cosa in vasi piccoli e stando a vedere che succede se ti preoccupi di innaffiare ogni tanto. Fai entrare l’aria, la luce.

Osserva dove cade il sole nella stanza e se cade nello stesso punto, alla stessa ora d’inverno o d’estate. Guarda nella cornice della finestra le forme delle nuvole e inventa storie o poesie su quello che vedi. Ecco, sei diventato un po’ di più abitante della terra, invece che abitante di un condominio. È già tanto, sai.

E di più se lo racconti ad altri bambini.

Emanuela Bussolati

Architetto e autrice di libri per bambini

Foto | Andrea Frazzetta

Il Librosolidale è un libro speciale. È un libro che parla di gioco e del gioco, quindi è un libro che parla a tutti (piccoli e grandi). È frutto dell’impegno di molti, autori e fotografi, che hanno collaborato alla realizzazione del progetto.

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