violenza genere italia mondo

La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.

Lo ha sancito l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, nel 1999, ha dichiarato il 25 novembre la Giornata mondiale contro la violenza di genere per ricordare le vittime e per accendere i riflettori su un fenomeno ancora troppo diffuso.

Anche oggi, a distanza di quasi vent’anni dall’istituzione della Giornata da parte dell’ONU e di sessanta esatti dal tragico episodio del 25 novembre 1960 che ha spinto i delegati a scegliere quel giorno per celebrare una ricorrenza mondiale.

In quella data, nella Repubblica Dominicana, tre donne vennero torturate, strangolate e gettate in un burrone dagli uomini del dittatore Trujillo, simulando un incidente del tentativo di farle sparire.

Una tragica scommessa andata male, però, per le milizie dell’uomo forte dominicano che resero proprio quel giorno una data di riferimento per le donne e per le società di un mondo in cui il fenomeno della violenza di genere è tutt’altro che scomparso. A tal punto che, secondo le stime del novembre 2019 dell’ONU, circa il 35% delle donne su scala planetaria è stato vittima nel corso della propria vita di episodi di violenza all’interno di una relazione o da uno sconosciuto.

Con conseguenze durevoli sulla qualità della propria vita.

Anche in Italia, la violenza di genere, è un fenomeno che ancora riguarda molte donne, a prescindere dall’età, dalla condizione sociale e dalla nazionalità. Gli ultimi dati confermano infatti, che quasi una donna su tre in Italia è stata vittima di violenza fisica o sessuale e quasi una cinque ha subito comportamenti persecutori da parte dell’ex partner. Proprio per la diffusione di questo fenomeno e per la propensione dell’opinione pubblica, il Parlamento si è visto costretto a intervenire più volte nel corso degli ultimi trent’anni.

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Da ultimo, nel 2019 è stato introdotto il reato di “revenge porn“: chiunque pubblica o diffonde immagini o video a contenuto esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni.

Una pratica infame che ha già mietuto le sue vittime anche in Italia, come Tiziana Cantone, la trentenne napoletana che nel 2016 scelse il suicidio pur di scampare a quel circolo di violenza, vergogna e derisione seguito alla condivisione di alcuni suoi video hard realizzati dal partner. Il revenge porn, che per altro ha avuto un’impennata nei mesi del lockdown, è solo una delle manifestazioni del variegato fenomeno della violenza di genere che i legislatori italiani hanno affrontato con la legge quadro del sul femminicidio, la 119 del 2013.

Una norma importante che ha va a riformulare e rafforzare il quadro legislativo italiano di contrasto a questo fenomeno, uniformandolo alla disposizioni della Convenzione di Istanbul del 2011 e introducendo una serie di aggravanti nel caso di violenza contro le donne, soprattutto quando si manifesta all’interno delle mura domestiche.

Un ambito, quello famigliare, dove la violenza ha fatto da padrona con il partner uomo che diventa spesso, troppo spesso, carnefice.

Oggi, come in passato, visto che, ad esempio, fino al 1981, è esistita in Italia una legge sul delitto d’onore che, paradossalmente, puniva meno gravemente l’omicidio di una moglie, una figlia o sorella, se adultere.

Quello della violenza di genere, insomma, è un fenomeno che affonda le radici in una mentalità sessista da troppo tempo connaturata alla società umana, a prescindere da latitudine e dalle sue credenze.

Per reagirvi, alla risposta giudiziaria è importante affiancare anche un lavoro culturale su donne e uomini, come quello che gli interventi di queste pagine aiutano a fare.

A partire anche dai vissuti e dalle vicende delle donne vittime di violenza che devono saper di poter contare su una diffusa rete di sostegno e di servizi che le aiuti a rompere il silenzio, a denunciare e a testimoniare quanto subito per poi ripartire da sé stesse e dal rapporto con gli eventuali figli.

Alessandro Pirovano, ufficio comunicazione Fondazione Arché

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