di te so stare senza

Dettaglio di La pozzanghera di Alberto Ipsilanti

Eccerto che scriviamo un numero sulla violenza contro le donne.

Nelle comunità e nei servizi di Arché curiamo le ferite umane provocate e lavoriamo per evitare che riaccadano. E lavoriamo per evitare che accadano grazie agli interventi nelle scuole, al lavoro dell’Area Cittadinanza e a questo Archébaleno.

L’emergenza sanitaria esaspera l’incubo di quelle donne cui è richiesto di rimanere a casa per non correre rischi. E casa loro è il territorio più pericoloso in assoluto.

La violenza ci riguarda tutti e tutte, scrive Giulia Pozzebon nel suo articolo, triplicando il complemento oggetto, ad enfatizzare il noi di esseri umani. La violenza contro le donne serpeggia invisibile nella nostra cultura, nelle nostre famiglie, nei nostri gruppi di amici. In noi, appunto.

E quando emergono dei possibili passi in avanti (reali o presunti che siano) puntualmente si levano voci che li delegittimano. Perché la soluzione non possono essere le quote rosa,  non può essere la ripartizione dei lavori domestici, non può essere il passaggio del cognome materno ai figli, non può essere l’educazione di genere nelle scuole.

Non  può essere soluzione l’interrogare il padre rispetto ai bisogni fisiologici del figlio neonato, invece della madre. Non possono esserlo leggi che favoriscono le assunzioni di donne o un lessico più femminile. Ogni soluzione è semplicistica o controproducente.

Mentre noi spieghiamo come niente possa essere soluzione perché le soluzioni sono sempre ben altre, ci sono donne che muoiono di botte e allora, semplificando un tema complesso, forse i casi sono due: o tutte queste soluzioni, e molte altre, sono strade percorribili da ognuno di noi, da ognuna delle nostre comunità, oppure non si vuole risolvere il problema.

Di te so stare senza“, canta Fiorella Mannoia, “non sei necessario alla mia sopravvivenza”.

Perché il nostro fortissimo desiderio è che ogni donna non solo sopravviva, ma viva. E quindi il numero che menzionavo all’inizio di questo testo è zero. Il numero della violenza contro le donne che scriviamo.

Zero.

Il numero che vogliamo leggere nelle statistiche.

Zero.

Il numero per cui lavoriamo.

Paolo Dell’Oca, portavoce di Fondazione Arché

Nelle prossime settimane pubblicheremo gli altri articoli presenti nel dossier dell’Archébaleno #63: