“Come stare vicino ai bambini di Arché ma da casa propria?” si chiedono molti volontari.

Arché è anche i suoi volontari, e in questi giorni in cui in alcuni servizi si è sospeso il loro coinvolgimento, la relazione corre via smartphone. “Stiamo organizzando delle chiamate e delle videochiamate per tenere viva la rete di persone che ci affianca nelle attività di tutto l’anno”, spiega Elisabetta Capitani, responsabile di Fondazione Arché dei volontari di Roma, che si è ingegnata nel trovare trovare formule originali per agevolare le relazioni.

“Chiamano le mamme delle comunità e aiutano i più piccoli nello svolgimento dei compiti anche da casa”, chiarisce subito Uli Mittermair, responsabile nazionale del volontariato di Arché, “Oppure interagiscono con loro, aiutandole a affrontare questo periodo difficile per tutti”.

Col supporto delle linee guida su come spiegare la diffusione del virus (anche ai più piccoli) messe a disposizione dei volontari in queste settimane. “Attraverso di loro, alle mamme e alle persone seguite dai servizi di Arché sono arrivate tante informazioni utili su come passare questo periodo”. Con i volontari sono gli stessi educatori, impegnati a reinventare i servizi in questa fase, a aver intenzione di condividere pratiche e esperienze capaci di coinvolgere, anche da remoto, i bambini e le loro mamme. “Ne stiamo parlando con le altre comunità mamma-bambino del Lazio e presto è probabile che ci siano delle novità: stiamo cercando gli strumenti informatici interattivi più adatti”, aggiunge Uli Mittermair, convinta che ora come non mai ci sia bisogno di “supportarsi e rinforzarsi a vicenda”. Con tutti i mezzi necessari.

È un approccio condiviso in tutte le aree e zone geografiche di Arché: a San Benedetto del Tronto sono ferme come in tutta Italia le visite e le entrate in ospedale, ed è la stessa operatrice a portare a casa le colombe e le uova di Pasqua.

“Oltre a stare in contatto con i volontari e le volontarie, mi sono messa in gioco direttamente”, dice Ilaria Quondamatteo, referente di Arché nelle Marche, “niente corriere o vendite in sede, porto io”.

A Milano, sono in difficoltà ma continuano a portare avanti le proprie attività anche le aree Cittadinanza e Lavoro. “Molti progetti sono stati sospesi in rispetto delle normative vigenti”, ci comunica Chiara Clemente, responsabile per Arché dell’Area Cittadinanza, “Servizio Civile per ora fino al 4 aprile. L’Atlante dei Talenti a Quarto Oggiaro è fermo mentre per l’alternanza scuola-lavoro si sta ragionando con le scuole per una possibile riprogettazione. Con La Città è dei Giovani invece, stiamo già pianificando i campi estivi”.

Se i progetti esterni, al momento, sono più o meno tutti in pausa, le relazioni no: operatori e volontari si sentono volentieri. “Alcuni vogliono sapere se stiamo tutti bene, altri vogliono scambiare quattro chiacchiere con noi (soprattutto i volontari più anziani o le persone che vivono da sole) e altri ancora vogliono dare o ricevere messaggi di speranza”, dice Chiara che con loro ha organizzato varie attività da casa: scambio di lettere tra volontarie e mamme detenute del carcere di Bollate, contributi video con le volontarie dell’Ospedale Buzzi, videochiamate tra volontarie e le mamme e i piccoli delle comunità.

Difficile ma non impossibile in questo periodo è anche l’attività dell’Area Lavoro seguita da Valentina Sangregorio. “Rimango in contatto con gli utenti del Job Arché: li aiuto a compilare il CV, recuperando le loro attività in passato e seguendo una traccia che ho inviato”, spiega Valentina che guarda con ottimismo anche alla Sartoria Arché. “Lì si continua con la produzione, ovviamente da casa. La sarta ha ricevuto il materiale necessario e si sta dando da fare perché gli ordini pregressi siano evasi in tempo”.

Affinché la sartoria, così come tutte le altre attività di Arché, sia pronta all’inizio, vero questa volta, della primavera!