«La politica, oggi, ha bisogno di ritrovare quella carica ideale che dà il senso dell’orizzonte e dell’obbiettivo», ha detto ad Arché Live Anna Scavuzzo, vicesindaco e assessore alla Sicurezza del comune di Milano. «Il richiamo alla giustizia, alla legge, ad una politica seria abituata al futuro e che abbia alti obiettivi e non dimentica quello che quotidianamente rende la nostra vita significativa», ha spiegato, «è un monito, un richiamo a fare al meglio quello che ci è dato di fare»

Secondo la vicesindaca, questo richiamo fa sì che «Ci sia una rete che sul senso di giustizia fa squadra e che costruisce delle risposte serie: abbiamo bisogno di ristabilire delle relazioni di fiducia fra le persone e le istituzioni». Occorre però consapevolezza perché «ogni bambino, ogni persona, ogni donna, ogni famiglia, ogni caso è importante». Attenzione e lungimiranza, quindi, sono fondamentali, soprattutto per la sicurezza; tuttavia, è ugualmente essenziale che «non ci facciamo guidare dalla deriva che ciascuno può dare alla sua situazione. Non è un equilibrio facile. Oggi, il tema della comunicazione è pericolosissimo: se da una parte ci aiuta a far arrivare un messaggio, dall’altra ci rende vulnerabili».

Quale può essere dunque una possibile soluzione?

«Costruire rapporti basati sulla fiducia, sulla scelta di interlocutori accreditati, credibili, che abbiano una storia da raccontare, che sappiano porre l’attenzione sulle cose importanti e ci aiutino, perché oggi questa rete che siamo, a Milano e in Italia, ha bisogno di ritrovare una via che faccia sì che possano emergere le risposte positive, le attenzioni che dobbiamo avere e, allo stesso tempo, si possa creare una convergenza tra istituzioni e società civile che non ci faccia essere schizofrenici».

Un discorso, questo, che nell’attualità politica si concretizza in quanto accade in Turchia: «Ci siamo trovati a sentire sulla nostra pelle», ha commentato, «che cosa significa quando quello che accade sul territorio fa fatica ad arrivare ai governi». E questa situazione offre anche a noi la possibilità «di ricordare quello che succede nelle nostre città, nei nostri contesti perché chi prende le decisioni sappia quanto peso hanno nella vita quotidiana le persone».

Se Milano «è una città che dal basso sta costruendo la cultura umanitaria, dobbiamo chiedere alle nostre istituzioni di non dimenticare che le loro decisioni e quello che andranno a costruire in Italia, in Europa e nel mondo, poi lo vivremo in prima persona». Il che, tradotto nella realtà di Arché vuol dire, ha concluso Anna Scavuzzo, continuare «a fare volontariato e a spenderci, ma mai in modo superficiale, sempre considerando qual è il peso che possiamo portare a chi poi prende le vere decisioni strutturali».

Agnese Pellegrini

Dossier “Il potere delle relazioni. Il potere nelle relazioni”