Le persone, la televisione e il web parlano di un virus che impone cambiamenti significativi della nostra routine quotidiana: scuole e luoghi di aggregazione chiusi, la necessità di restare a casa, l’intensificarsi delle normali misure igieniche. Queste notizie e queste misure naturalmente toccano anche i bambini, che potrebbero viverle con ansia, preoccupazione o paura se non ricevono spiegazioni chiare e sostegno alle loro emozioni.

Come parlare quindi dell’argomento con i bambini, aiutarli a capire cosa sta succedendo e ad affrontare il più serenamente possibile la situazione?

Ecco alcuni brevi consigli che possono aiutare i genitori a parlare del Coronavirus con i propri figli:

  • Informatevi utilizzando solo le fonti ufficiali

Per poter trasmettere informazioni corrette e adeguate ai bambini, è importante sapere cosa sta succedendo, trovando le informazioni attraverso fonti autorevoli e aggiornate, e filtrare le informazioni a cui i bambini hanno accesso soprattutto attraverso la televisione e il web, per non cadere nelle fake news e nelle voci di corridoio ed evitare la sovraesposizione alle notizie, che possono alimentare ansie, dubbi e incertezze.

Le fonti che vi raccomando sono:

  1. il Ministero della Salute, attraverso le pagine dedicate al Coronavirus e alle più frequenti domande e risposte
  2. il sito Epicentro, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità
  3. le informazioni tradotte in varie lingue da Regione Lombardia
  • Siate sinceri su cosa sta succedendo e su come avviene il contagio, utilizzando le parole più adatte all’età dei bambini

Non serve mentire ai bambini dicendo che non sta succedendo niente: passato il primo momento di eccitazione per la “vacanza” anticipata da scuola, i più piccoli si accorgono perfettamente dei cambiamenti nelle nostre abitudini quotidiane e sono osservatori attenti e recettori sensibili dell’atmosfera che li circonda, soprattutto dell’ansia di mamma e papà! Per non alimentare l’incertezza o il pensiero che i grandi abbiano qualcosa di brutto da nascondere è bene perciò spiegare in modo diretto e con informazioni semplici e chiare cosa accade, adattando il discorso alla loro possibilità di comprenderlo: cos’è un virus, come si prende e come si cura, quali modi abbiamo per difenderci, perché le scuole sono chiuse, perché mamma e papà sono a casa dal lavoro.

Ecco alcuni spunti che si possono usare per spiegare cos’è il Coronavirus e cosa stiamo facendo per combatterlo.

  • Ascoltateli e coinvolgeteli

In questa situazione anche i piccoli possono sentirsi grandi eroi! Spiegate cosa stanno facendo i grandi e date informazioni pratiche su cosa anche loro possono fare per evitare il virus, magari trasformandole in gioco: lavarsi molto bene le mani, starnutire nei fazzoletti, non mettersi le dita nel naso (come dice bene il video di Ohga! sottostante)! Questo li farà sentire meno impotenti, e più importanti nel proteggere se stessi e gli altri. La possibilità di sentirsi attivi nell’affrontare una situazione di difficoltà darà loro ottimismo e strumenti utili anche per il loro futuro. Dedicate loro del tempo, accogliendo e valorizzando le loro idee e proposte.

  • Ascoltate le emozioni

Fate attenzione alle emozioni dei bambini e accoglietele, anche quelle negative come la paura, l’angoscia, o la rabbia per tutto quello che non possono fare. È normale che un cambiamento improvviso nella routine abituale possa causare spaesamento e reazioni emotive: fatevi raccontare cosa li preoccupa e cosa hanno capito della situazione, ascoltate i loro sentimenti e le loro domande, anche se ripetitive, e cercate di rispondere sinceramente; offrirete in questo modo un importante spazio di dialogo e di espressione.

È importante che proviate a mantenere per quanto possibile le abitudini domestiche (orari, tempo per i compiti,…) e i contatti con le persone conosciute utilizzando tutte le risorse della tecnologia, e cerchiate di mantenere la vostra stabilità personale, ad esempio riconoscendo e nominando le vostre stesse sensazioni e non negandole ma piuttosto spiegandole, o anche evitando discorsi critici o fatalisti e piuttosto facendo sentire ai bambini il vostro affetto e la vostra presenza.

Immagine| policlinico.mi.it