Antonio da solo non ce l’avrebbe mai fatta a chiedere aiuto. C’è voluto il coraggio di sua moglie, la signora Adele, per bussare alla porta di Fondazione Arché a San Benedetto del Tronto. Un timido toc toc e poi le parole che nessuno vorrebbe mai pronunciare: “Per il Covid mio marito non sta più lavorando: non c’è più nessuno che lo chiami. Abbiamo bisogno di un aiuto”. Da quel momento la casa di Antonio, di Adele e dei loro cinque figli è diventata una tappa obbligata delle consegne di cibo che i volontari di Fondazione Arché fanno ogni due settimane con la Caritas Parrocchiale S. Giuseppe.

“Le famiglie che sosteniamo qui a San Benedetto del Tronto sono raddoppiate per via della pandemia: dalla ventina dello scorso anno alle quarantatre del 2020”, chiarisce subito Ilaria Quondamatteo, responsabile di Arché in città, prima di elencare tutti i materiali raccolti e distribuiti in questi mesi. “Abbiamo acquistato e consegnato alle famiglie 625 kg di petto di pollo, 40 kg di pesce, 7250 uova, 600 kg di zucchero, 600 litri di olio extra vergine di oliva, 640 litri di olio di semi, 100 kg di tonno in scatola, 200 barattoli di ceci, 400 kg di farina, 400 confezioni di merendine e biscotti, 110 barattoli di fagioli, 200 confezioni di polpa e passate di pomodoro,40 confezioni di caffè,100 vasetti di yogurt, 260 litri di latte, 100 kg di pasta”.

Tanto certo, ma non abbastanza per dare risposta ai bisogni e alle richieste delle famiglie affiancate a San Benedetto del Tronto. Le consegne alimentari non esauriscono, infatti, l’attività di Fondazione Arché nella città marchigiana perché, come ha scoperto Antonio e la sua famiglia, alle spese per il cibo se ne affiancano altre. Come quelle per la scuola.

“La ripartenza dei mesi estivi si è dimostrata illusoria e a settembre i figli di Antonio avevano bisogno di tutto l’occorrente per ritornare sui banchi”, racconta Ilaria che ringrazia tutti i cittadini di San Benedetto del Tronto per aver fatto sentire il loro supporto, rispondendo alle richieste di aiuto e mettendo a disposizione il cibo e il materiale che mancava. “Durante il lock-down abbiamo ricevuto pasti caldi due volte la settimana dal Centro Solidarietà Porto d’Ascoli. Ci sono stati donati anche 120 kg di farina, 40 kg di galantina, 200 kg di pasta, 100 kg di riso, 200 litri di latte, pane, pizza e maritozzi freschi 2 volte al mese, pizza al taglio farcita 2 volte al mese (circa 300 pezzi in tutto), 100 vasetti di omogenizzati, latte per bambini, 122 buoni spesa da €25,00 e 26 buoni spesa da € 50,00 da consegnare alle famiglie affiancate, oltre a tanto materiale per la scuola”, continua Ilaria che ribadisce ancora una volta l’importanza dell’impegno di ciascuno.

“Basta davvero poco per poter raggiungere più famiglie e dar loro concretamente una mano”.