L’estate è quel momento in cui il tempo – se siamo fortunati – si dilata. Il telefono squilla meno, i ritmi rallentano, e si può finalmente riprendere fiato. C’è chi parte per il mare, chi si rifugia in montagna, e chi invece resta in città. E anche chi, come ogni anno, scopre con disappunto che Milano è bollente… e le piscine pubbliche sono chiuse. Ebbene sì, niente spruzzi a cielo aperto quest’anno – ma niente paura: si può sempre trovare refrigerio tra gli alberi del Parco Sempione, fare un tuffo simbolico all’Idroscalo, addentare una fetta d’anguria all’ombra o, ancora meglio, immergersi in un buon libro.
Perché l’estate non è solo una stagione: è uno stato mentale. È una colonna sonora fatta di canzoni che passano in radio con troppa frequenza, il rumore del ghiaccio nel bicchiere, il profumo della crema solare, i piedi nella sabbia e le mani appiccicose di gelato al limone. Ed è anche quel periodo in cui, da bambini, ci compravano il libro delle vacanze, quello pieno di cruciverba, giochi e disegni da colorare. Oggi siamo cresciuti, ma il rito di aprire un libro sotto il sole (o sotto l’ombrellone) resta uno dei piaceri più semplici e preziosi.
E allora eccoci qui, con sei consigli di lettura da parte di Fondazione Arché: libri recenti, intensi, coinvolgenti – ognuno con il potere di regalarci una piccola fuga, un sorriso, una riflessione o una finestra sulla Storia.

Alma – Federica Manzon (Feltrinelli)
Un romanzo che si è meritato ampiamente i premi che ha ricevuto. Alma è il ritratto di un’amicizia complicata, di famiglie ingombranti e identità incerte, ambientato in una Trieste di frontiera che sembra riflettere i sentimenti dei protagonisti. Alma e Germano sono due personaggi vivi, contraddittori, veri. Federica Manzon ha scritto un romanzo maturo, denso, che accompagna il lettore nel cuore dei legami più intensi e delle fughe più necessarie. Un libro perfetto per chi ama le storie che restano – magari da leggere con le gambe distese sul lettino, mentre in sottofondo qualcuno canticchia “Un’estate al mare”.
Legami – Eshkol Nevo (Neri Pozza)
Nevo ha una scrittura che si insinua con naturalezza nei pensieri e nelle emozioni del lettore. In Legami, ogni storia ne contiene un’altra, come una matrioska di sentimenti: ci sono amicizie, amori, tradimenti e nuove possibilità. La vita, insomma. Ma c’è anche una bella notizia per chi ama il grande schermo: Nanni Moretti porterà questo romanzo al cinema nel 2026. Motivo in più per leggerlo ora, per scoprire in anticipo i personaggi e le atmosfere che ci conquisteranno anche al buio della sala. Intanto, immaginateli voi, tra una granita al limone e una passeggiata sul lungomare.
Così eravamo: Giornalisti, orchestrali, ragazze allegre e altri persi per strada – Francesco Guccini (Giunti)
Guccini scrittore è un narratore di memorie, un osservatore nostalgico e mai banale del tempo che passa. Eravamo così è una raccolta di riflessioni, aneddoti e malinconie che scorrono con naturalezza, come un lungo pomeriggio d’estate. C’è dentro il profumo dei campi, l’eco dei juke-box, l’ingenuità dei giochi di strada. È un libro che si legge con calma, lasciando che le parole riecheggino nel cuore. Ideale per chi vuole ritrovare un po’ del proprio passato tra le righe, sorseggiando qualcosa di fresco in un pomeriggio afoso – magari mentre una canzone anni ‘70 arriva da una radio lontana.
Ogni mattina a Jenin – Susan Abulhawa (Feltrinelli)
Un romanzo potente e toccante che attraversa sessant’anni di storia palestinese attraverso gli occhi di Amal, una bambina che cresce tra guerre, esilio e memorie dolorose. Ogni mattina a Jenin è un libro che commuove e scuote, ma lo fa con una scrittura lirica, intensa e profondamente umana. Ideale per chi, anche in vacanza, cerca una lettura capace di allargare lo sguardo, di far riflettere e di raccontare – attraverso una storia personale – la complessità del mondo. Un romanzo che si legge al sole, e rimane dentro, malinconico.
Tardi ti ho amato – Ethel Mannin (Fazi)
Una storia struggente e delicata sul senso del tempo, dei rimpianti e della rinascita. Con una prosa limpida e intensa, Ethel Mannin racconta la scoperta dell’amore quando ormai sembra troppo tardi – e invece no. Un romanzo che tocca corde profonde senza mai scivolare nella retorica, perfetto per chi ama le storie d’anima e le atmosfere malinconiche. Ideale da leggere al tramonto, a differenza dei precedenti, quando la luce cambia e anche noi ci scopriamo più vulnerabili, più veri.
Prigioniera di Stalin e Hitler – Margarete Buber-Neumann (Il Mulino)
Un libro testimonianza di una forza straordinaria. Margarete Buber-Neumann, dopo essere sopravvissuta a due dei più terribili regimi del Novecento – il gulag sovietico e il lager nazista – racconta la sua esperienza con lucidità e coraggio. Prigioniera di Stalin e Hitler è una lettura dura ma necessaria, un invito alla memoria e alla consapevolezza. Per chi vuole confrontarsi con la verità della storia, e ricordare che la libertà è sempre una conquista.
Che tu sia in riva al mare, su un’amaca tra le montagne o a zonzo tra le fontane spente di Milano, trova il tuo angolo di quiete e apri un libro. Le parole hanno ancora il potere di farci viaggiare, commuovere, sorridere. E magari ci faranno tornare un po’ bambini, con quella stessa meraviglia con cui sfogliavamo il “libro delle vacanze” e il sole che si rifletteva sulla carta lucida delle pagine.
Buona estate e… buona lettura da Fondazione Arché!
Simone Zambelli