vacanze arcobaleno mare libertà condivisione

A giugno, le Comunità di Fondazione Arché – Casa Carla, Casa Adriana e Casa Marzia – hanno vissuto una settimana di vacanza insieme a San Benedetto del Tronto, tra il mare, il sole e la possibilità di vivere momenti di libertà e condivisione in un clima sereno.

Le Vacanze Arcobaleno rappresentano ogni anno un appuntamento importante per le comunità: non solo una pausa dai ritmi della quotidianità, ma un tempo prezioso di autonomia, relazione e cura. Un’occasione che è resa possibile grazie al contributo di donatori, donatrici, aziende, fondazioni e volontari che sostengono la Fondazione e credono nel valore di esperienze semplici, ma significative, per le donne con bambini accolti nei percorsi di Arché.

Quest’anno, a partecipare alla vacanza c’erano alcune educatrici, i due volontari chiamati Marco, uno da lungo tempo vicino alle attività delle comunità, l’altro invece consigliere di Arché e componente della Fraternità, e poi una ex ospite, tornata con la sua bambina a vivere e condividere qualche giorno con chi oggi sta compiendo lo stesso loro cammino.
A curare l’organizzazione logistica e l’accoglienza sul territorio, come ogni anno, è stata Ilaria, responsabile dei volontari di Arché, figura preziosa per la riuscita di ogni dettaglio.

Ogni nucleo familiare ha potuto contare su un appartamentino indipendente, dotato di cucina e spazi propri; una soluzione che permette a ciascuna donna, insieme al proprio bambino o bambina, di vivere la vacanza in modo più autonomo, ma sempre con la sicurezza di una presenza vicina e disponibile.

La dimensione raccolta del gruppo ha reso possibile un’atmosfera ancora più intima, dove era facile trovare il proprio posto senza pressioni, lasciando che i rapporti si creassero e si rafforzassero in modo naturale.

Le giornate iniziavano con una colazione condivisa, all’aperto o nella sala comune: un momento semplice e informale, fatto di caffè, biscotti e conversazioni leggere. Poi si partiva per la spiaggia, che diventava il centro della giornata: giochi sulla sabbia, bagni, chiacchiere, relax. Alcune donne ne approfittavano per leggere un libro, altre per camminare sul bagnasciuga o semplicemente osservare i propri figli giocare liberi.

Il pranzo al sacco – un panino, della frutta, uno snack – permetteva flessibilità, senza orari rigidi, lasciando spazio alla spontaneità e al piacere di mangiare insieme, anche in spiaggia.

La sera si rientrava per la cena comunitaria: ci si organizzava, si cucinava insieme, si apparecchiava, e intorno alla tavola si ritrovava un senso di appartenenza, senza formalità, ma con la consapevolezza di essere parte di qualcosa di più grande.

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Tra i tanti momenti vissuti durante la settimana, uno dei più intensi è stata la cena in riva al mare: l’ultima sera, con i piedi nella sabbia e il profumo del pesce appena cucinato, le comunità hanno condiviso un pasto speciale, accompagnato dalle risate dei bambini e dalle prime stelle che comparivano in cielo.

Un altro momento molto sentito è stato il compleanno di due bambini, che han compiuto gli anni proprio durante la vacanza. Una torta, qualche candela, gli auguri cantati da tutte e tanti sorrisi sinceri: piccoli gesti che, in quel contesto, assumono un valore profondo.

“La semplicità è stata la chiave” racconta Ingrid Bianchetti, coordinatrice di Casa Carla, che ha accompagnato le ospiti della casa d’accoglienza durante il soggiorno.

“Ognuna ha potuto vivere la vacanza secondo il proprio ritmo, senza forzature. Alcune hanno scelto di partecipare a tutti i momenti comuni, altre hanno preferito prendersi spazi più personali. C’era libertà, ma anche presenza e cura reciproca”.

Le Vacanze Arcobaleno non sono pensate come una pausa dal percorso comunitario, ma come una sua naturale estensione: un’occasione per sperimentare sul campo ciò che ogni giorno si costruisce insieme alle donne nelle comunità.

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Per loro, è un tempo per prendersi cura di sé, vivere con più autonomia, stare in relazione in modo spontaneo, senza la struttura della routine quotidiana ma con una rete di supporto sempre presente. Per i bambini, è uno spazio per essere liberi, correre, ridere, stringere amicizie, scoprire il mare, sentirsi sicuri e accolti.

Ogni giorno vissuto al mare diventa parte di un percorso più ampio, che guarda al futuro con fiducia, passo dopo passo.

La riuscita di questa esperienza è il frutto di una rete di persone, impegno e dedizione. Dietro le Vacanze Arcobaleno ci sono educatrici, volontari, sostenitori, donatori, figure come Marco, Marco e Ilaria che mettono tempo e cuore, e soprattutto tante mani che, in modi diversi, rendono possibile qualcosa di bello e concreto: Italo e la sua famiglia che con il loro panificio Giuliani ci hanno sostenuto tutte e tre le settimane con pane e pizze e il loro affetto costante; la macelleria Felicioni, La casa del parmigiano e Laura, dello stabilimento balneare da Gino e Laura, per gli sconti che contribuiscono a rendere sostenibili queste giornate; padre Mario, che rinnova la sua disponibilità a concedere gratuitamente cucina e refettorio, spazi comuni per la colazione e la cena senza richieste di contributi.

Grazie a loro, ogni anno, tante donne con bambini possono vivere giorni sereni, lontano dalle preoccupazioni, in un clima di cura e rispetto.

Quando la vacanza finisce restano la sabbia nelle scarpe, gli zainetti da svuotare, gli asciugamani da lavare. Ma rimane soprattutto una traccia emotiva profonda: la memoria di un tempo condiviso, vissuto senza pesi né ruoli, dove ognuno ha potuto essere semplicemente sé stesso.

Resta il mare, con la sua vastità silenziosa e accogliente. E resta la voglia, per molti, di ripartire – anche nella vita – con uno sguardo più fiducioso.

Simone Zambelli