La responsabile nazionale del Volontariato Ilaria Quondamatteo fa un bilancio dei tre incontri di formazione dei volontari e delle volontarie organizzati a Milano da Arché a cui sono seguiti quelli di San Benedetto del Tronto (13-14 novembre) e di Roma (27-28 novembre).

Milano 

Domenica 28 novembre si è concluso il corso di formazione base, svoltosi a Milano, Roma e San Benedetto del Tronto, per i nuovi volontari che hanno potuto acquisire gli strumenti utili per affiancare nuclei familiari in difficoltà in ogni contesto.

È stato gratificante appurare l’elevata partecipazione e l’interesse che questi incontri hanno suscitato: si percepiva davvero la volontà di tutti e tutte di voler apprendere come svolgere il volontariato in Arché nel miglior modo possibile.

Fondamentale tanto 30 anni fa, alla nascita della Fondazione, quanto oggi.

Ecco perché ci teniamo alla formazione, ad accompagnarli sempre e a far sì che si instauri tra loro e gli operatori una relazione di fiducia e collaborazione.

San Benedetto del Tronto

Proprio per questi motivi, fino alla fine del 2022, sono stati organizzati degli incontri formativi e dei corsi di primo livello per tutti i volontari e le volontarie che potranno liberamente partecipare per rafforzare e riflettere sul proprio senso di appartenenza e sul proprio bagaglio informativo.

L’esperienza di ognuno cresce, infatti, nel confronto con gli altri e nel rispetto attraverso un cammino di fraternità e uguaglianza, imparando a confrontarsi con la marginalità sociale senza perdere l’orizzonte e la capacità di accogliere segnali per evitare di sentirsi smarriti.

Il corso si è concluso, dopo una serie di attività, proprio con una riflessione insieme al Presidente che ha ricordato che in questo tempo attuale è fondamentale fare volontariato, diventando capaci di portare la ferita dell’altro e sentirla su di noi, per ricordare che anche noi siamo stati feriti, messi al margine, trattati male.

Abbracciare la sofferenza dell’altro significa sentire nel profondo che l’umanità siamo noi: un forte valore laico ed etico.

A CasArché a Roma

Il volontario di Arché è un cuore pensante che sa riconoscersi nei doveri inderogabili di solidarietà e mutuo sostegno.

Sotto pandemia sono stati proprio i e le volontarie a richiedere un supporto maggiore formativo: ci è sembrato non solo opportuno ma necessario ascoltare e dare una risposta a questa richiesta.

Per loro, che non si sono mai fermati ed hanno saputo adattarsi alle distanze ed alle restrizioni, il primo appuntamento sarà il 2 dicembre per il corso di primo soccorso e disostruzione pediatrica.

Ci sembra il primo passo per aiutarli a sentirsi parte di una società dove tutti devono fare del proprio per renderla più solida e solidale.

Il volontario di Arché non fa semplicemente assistenza, ma si spinge ad invertire quelle tendenze che non supportano l’altro, e porta la testimonianza del poter stare insieme anche se tutti diversi.