Una casa popolare, anzi l’agognata casa popolare. Nadia con i suoi figli l’ha ottenuta a Milano dopo mesi di attesa e di permanenza negli appartamenti di RST (Residenza Sociale Temporanea) messi a disposizione del Comune di Milano e gestiti da Fondazione Arché che l’ha affiancata e sostenuta in questo percorso. “Segnalata dai Servizi Sociali e dalla Cabina di Regia del Comune dopo il divorzio dal marito e la conseguente perdita dell’alloggio, l’abbiamo affiancata in questo periodo difficile, sostenendola nelle fasi più complicate e aiutandola a trovare soluzioni più congeniali”, spiega Yuri Rutigliano, operatore dell’Area Housing di Arché. “Dopo qualche settimana di accoglienza, abbiamo avuto la possibilità di spostarla in un altro alloggio a Milano Est, dove aveva i suoi legami più stretti e dove i suoi figli frequentavano le scuole in precedenza”.

Oltre al sostegno burocratico nella presentazione della domanda, in questi mesi Arché ha proposto alla donna, proveniente dal Nord Africa, anche un corso di educazione finanziaria dove Nadia “ha dimostrato da subito grande responsabilità e capacità nella gestione del denaro, tanto da riuscire ad affrontare in autonomia la maggior parte delle spese di casa popolare”. Infine, una volta ottenuta la casa popolare, Arché le ha donato un divano e un letto per i figli per rendere il nuovo alloggio uno spazio più a misura di persona. “Ho già preparato tutto e ho comprato ciò che penso possa servirmi: sono contenta anche se non è la migliore delle soluzioni possibili”, dice Nadia che rivela il suo intimo desiderio: comprare una casa in futuro anche se “al momento sono molto contenta e tranquilla perché i bambini sono felici”. Basta questo per farle rivolgere un sincero ringraziamento a Yuri che l’ha affiancata in tutti questi mesi.

Per Mohammed e la sua famiglia (sua moglie e i due figli) la permanenza in uno della quindicina di appartamenti di RST gestite da Arché a Milano si è conclusa con un esito felice. “Arché li ha affiancati e sostenuti nella causa legale che li ha visti protagonisti: accusati e denunciati per abusivismo, sono stati riconosciuti vittime di una truffa, facendo cadere l’accusa e dando la possibilità alla famiglia di rientrare nella lista per le case popolari”, spiega Yuri. Ora finalmente, una volta recuperati tutto il necessario, potranno entrare nella casa nuova