In Olanda tra i 94 CEO più importanti del Paese ci sono più Peter che donne. Esattamente così, più persone che si chiamano Peter che non donne. E siccome sui social quando si condivide il post compare la prima riga del pezzo inizio così, a commento della foto di copertina, per poi rimpatriare immediatamente: perché in Italia alla fine è stato eletto un nuovo Presidente della Repubblica.

qualcun era femminista

Una posizione maschilista ascoltata i giorni precedenti all’elezione è stata quella di chi sosteneva che non bastava che il presidente eletto fosse una donna, ma doveva anche avere un curriculum adatto.

Ah beh, sì behEnzo Jannacci

È il cosiddetto argomento fantoccio, una modalità scorretta di affrontare un tema rappresentandone una versione errata o distorta per demolirlo. Come se una persona assennata potesse sostenere che qualunque donna sia adatta a ricoprire la prima carica dello Stato.

Mi colpisce che quando si propongono dei gesti o delle politiche per favorire l’uguaglianza di genere spesso ci sia qualche pragmatico illuminato (di solito un uomo, bianco ed etero, in un paziente esercizio di mansplaining) che alza la manina o la voce per spiegare che non è certo così che si può risolvere il gap.

  • Davvero credi che le quote rosa possano fare la differenza?
  • Sono millenni che l’italiano si scrive così e adesso bisognerebbe aggiungere una lettera?
  • La scuola non ha forse altri problemi che pensare a dei corsi sulla parità di genere?
  • Il doppio cognome… Cosa succederà poi ai figli dei nostri figli, il quadruplo cognome?

Forzo la mano: se le soluzioni sono sempre altre si fa parte del problema. Se nessuna opzione suona decisiva in termini di ribilanciamento degli equilibri di genere, credo si possa perseguirle tutte mentre se ne cercano altre. D’altronde si tratta di un processo culturale e non di un interruttore.

In Arché ci battiamo per i diritti delle donne con servizi, progetti, perfino provando, appunto, a fare cultura. Dialogando su Instagram con Irene Facheris, l’autrice del libro Parità in pillole, guardando ad alcuni paesi del nord Europa (Svezia e Finlandia), Irene sottolineava come pareggiare il congedo parentale tra uomini e donne sia fondamentale per annullare l’handicap che le seconde scontano nella ricerca di un lavoro.

Continua a leggere…