giuseppe bettoni lattemiele

Padre Giuseppe Bettoni è di nuovo ospite ai microfoni di radio Lattemiele. Questa volta ha presentato ai radioascoltatori l’inaugurazione della mostra fotografica “Nei miei occhi” (in via Dante a Milano fino a domenica 23 maggio) e di cosa significhi accoglienza per Arché.

Vi riportiamo l’audio integrale dell’intervento e il testo. Buon ascolto (o lettura)!

Rieccoci a “Tutti Amano il weekend” qui su radio Lattemiele. Sono contenta di riavere con noi padre Giuseppe Bettoni che è il presidente fondatore di Fondazione Arché, bentornato su Radio Lattemiele, buongiorno.

Buongiorno a lei anche a tutti i radioascoltatori.

Son contenta di parlare con lei di questa mostra che si chiama “Nei miei occhi”, dal 3 al 23 di maggio proprio a Milano, ci racconti un po’ meglio di questa mostra padre Giuseppe.

Ma la mostra nasce come un’iniziativa, per noi, di festeggiare con la città i nostri 30 anni di servizio per le mamme con i bambini di questa nostra città e quindi con la mostra abbiamo pensato di coinvolgere 7 grandi nomi del fotogiornalismo che hanno osservato e, come dire, proprio catturato l’immagine e lo sguardo dei bambini nella città.

Quindi è un modo diverso appunto per dire la relazione che i bambini hanno con noi adulti.

E proprio perché nel cuore della nostra mission ci sta l’accoglienza, appunto, delle mamme e dei i bambini abbiamo voluto condividere questo messaggio: guardiamo i bambini in questa grande città e guardiamo la città con gli occhi dei bambini.

Molto bello. Molto bello. Ci diceva tra l’altro che avete coinvolto questi 7 fotoreporter e che hanno, appunto, raccontato e immortalato i bambini e il loro rapporto ovviamente con la città e con gli adulti come ci diceva dal 3 maggio al 23 di maggio in via Dante a Milano proprio un percorso lungo via Dante.

Sì, esattamente. Proprio un percorso centrale in questo luogo che è diventato un luogo espositivo permanente dove la gente passeggia e ha anche modo di raccogliere un messaggio, un invito, uno spunto di riflessione.

Questo vuole essere un po’ la mostra: non è solo il mostrare, ma anche un voler invitare la gente a non dimenticare che dietro le mascherine di quest’anno ci sono dei volti, dei visi e delle storie.

Molto bello. 30 gigantografie. Poi all’aperto, insomma, quindi mi sembra che sia anche facile da gestire. Possiamo andarci tutti. Allora ascoltiamo Franco 126 e poi torno da lei padre Giuseppe. Franco 126 qui su radio Lattemiele. Siamo in compagnia di padre Giuseppe Bettoni Presidente di Fondazione Arché.

Abbiamo parlato di questa bellissima mostra ma, padre Giuseppe, uno degli obiettivi principali di Fondazione Arché è quello di accogliere le mamme in difficoltà con i lori bimbi. Padre, ci racconti un po’ questa cosa dell’accoglienza.

Sì. L’accoglienza è stata, fin dall’inizio, il nostro punto importante e fondante. Porre attenzione a situazioni che erano messe ai margini. Abbandonate.

Quindi immaginare che l’accoglienza diventasse una casa capace di far convivere insieme alcuni nuclei che bene o male venivano da situazioni di marginalità. Quindi la comunità come luogo in cui sostenere queste mamme nel loro percorso.

Guardi, nell’immaginario collettivo si pensa che la comunità sia fatta per togliere i bambini dalle loro mamme per separarli.

Potrei raccontarle decine e decine di storie in cui, invece, nella comunità è avvenuta proprio la capacità di ricongiungimento dei bambini con la propria madre o addirittura di una madre.

Potrei raccontare la storia di questa donna che ha vissuto fino a 19, 20 anni con vicende alterne. Addirittura ha visto allontanarsi (da Decreto ovviamente) tre figli suoi perché, ovviamente, viveva in condizioni di incapacità di custodire questi bambini, di accudirli alla Stazione Centrale, piuttosto che per strada, con 3 compagni diversi quindi con 3 situazioni di marginalità addirittura con esperienza di abbandono fin dalla propria famiglia. Da bambina. Una storia allucinante.

Insomma delle situazioni molto, molto allucinanti: ha ragione è proprio questa la parola giusta ed il momento in cui invece queste famiglie si ricongiungono vengono proprio aiutate in questo.

Esatto, poi questa donna, che mi raccontava tutta questa sua storia, di donna picchiata e umiliata, quando ci ha conosciuto mi ha detto: “finalmente ho incontrato il vero padre che io non ho mai avuto e negli educatori, nelle educatrici delle sorelle che mi hanno insegnato ad accudire il bambino, a cambiare il pannolino ad allattarlo, a far addormentare la bambina alla sera”.

Cioè, è stata un’esperienza in cui questa donna ha ritrovato se stessa e l’ha ritrovato con orgoglio.

Anche la normalità della sua famiglia, padre Giuseppe

Anche se si porta dentro proprio la ferita di questi 3 bambini che prima, però, son stati allontanati.

Certo.

Se la porta dentro non è che la puoi cancellare.

Allora grazie per tutto quello che fate come Fondazione Arché. Noi ci risentiremo il mese prossimo sempre qui su radio Lattemiele. Grazie a padre Giuseppe Bettoni e buona giornata!

Grazie e arrivederci.