La vita ai tempi del coronavirus in comunità. Al titolo del celebre romanzo di Gabriel Garcìa Marquez (L’amore ai tempi del colera), opportunamente riadattato alla sfida che stiamo affrontando, aggiungiamo un complemento di luogo che ci fa raccontare la quotidianità della comunità mamma-bambino durante questa emergenza sanitaria.

Come la stanno vivendo le mamme e i piccoli di Casa Adriana? Ferme le attività scolastiche, come trascorrono il loro tempo insieme tra le quattro mura? E gli educatori e le educatrici, che misure stanno adottando?

Gli educatori e le educatrici: responsabilità e rispetto delle norme

“Per quanto ci riguarda, perché i veri elementi di rischio per gli ospiti della comunità siamo noi educatori, limitiamo la nostra vita di tutti i giorni agli spostamenti tra casa e lavoro”, ci diceva il vicedirettore della comunità di CasArché, Eugenio Tagliabue, intervistato nei primi giorni dell’emergenza. “Abbiamo anche adottato un surplus di attenzioni dal punto di vista igienico con lavaggio ricorrente delle mani e con il cambio delle scarpe e dei vestiti all’inizio di ogni turno”.

Ma, soprattutto, si sottolinea il rispetto delle indicazioni contenute nei decreti legge, autocoscienza e buon senso tra gli operatori e le operatrici che ogni giorno interagiscono e si relazionano con le mamme e i piccoli di Casa Adriana.

Le mamme: informate e più attente

Appositamente per loro, all’inizio dell’emergenza già tre settimane fa, è stato organizzato un incontro con la pediatra Anna Villella che ha dato tutte le informazioni necessarie alle mamme per affrontare al meglio la vita in comunità ai tempi del coronavirus. “Devo dire che è servito molto: le donne hanno interiorizzato le sue parole e in questi giorni sono diventate decisamente più attente all’igiene e alle norme di pulizia loro e dei bambini”, commenta Eugenio che in questi giorni ha dovuto comunicare alle mamme il necessario blocco delle attività della comunità all’esterno.

“Coerentemente alle disposizioni delle autorità, abbiamo annullato tutti gli impegni esterni di mamme e bambini, tranne quelli emergenziali”, ha spiegato l’educatore, evidenziando la disponibilità e la collaborazione di tutte le donne: “hanno preso atto della nuova situazione e tutte hanno fatto rinunce in termini lavorativi, di abitudini e di svaghi”. Come chiunque altro, d’altronde.

Bambini e bambine: tanto dialogo e gioco

L’emergenza coronavirus, ovviamente, ha impattato anche sulla quotidianità dei piccoli ospiti di Arché. Le scuole sono chiuse e il loro tempo libero si è dilatato all’intera giornata: c’è stato e c’è bisogno di attività capaci di occuparlo e, soprattutto, di dare anche un senso, nella loro percezione, a questi giorni così inusuali.

“I bambini più grandicelli stanno capendo la situazione e siamo dovuti intervenire per tranquillizzarli e per rendere comprensibile quanto sta accadendo: abbiamo parlato tanto con loro, trasmettendo loro la necessaria tranquillità per trascorrere questo periodo”. Senza perdere la voglia di studiare per i pochi che già frequentano la scuola e quella di giocare e divertirsi, per tutti.