Care amiche e cari amici, padre Giuseppe Bettoni vuole condividere con tutti noi un messaggio di speranza.

Da casa a casa: un messaggio di speranza

Lo abbiamo trascritto qua: “Da casa a casa, questo è un saluto che da CasArché vorrebbe arrivare nelle case di tutti voi, cari volontari, amici, sostenitori di Arché, e di tutti coloro che ci seguono e ci sostengono, ci accompagnano nel nostro impegno, nel nostro lavoro. Anche ai volontari, soprattutto in questo tempo che sono costretti anche loro a casa e non possono stare insieme con le mamme, con i bambini, andare in ospedale, fare il servizio che normalmente riempie di senso le loro giornate, le loro vite.

È un saluto per dire che anche noi stiamo bene, siamo qui con i nostri bambini, con le nostre mamme, in questa condizione di chiusura che però è una chiusura di protezione, di accudimento maggiore. Voi sapete: tenere in casa i bambini e le mamme così tanto tempo è faticoso, è difficile ma anche molto bello; ricordo solo che proprio ieri abbiamo festeggiato in maniera molto sobria e bella al tempo stesso il primo compleanno dei nostri quattro gemellini: una giornata di festa, un seme di speranza!

In un momento difficile come questo pensiamo anche a chi fa più fatica di noi, a chi a casa dovrebbe stare ma non ha una casa, a chi è costretto come nelle carceri: così ci hanno scritto le mamme dal carcere di Bollate aspettando con ansia il ritorno dei volontari che vanno a trovarle, che fanno loro un po’ di compagnia.

L’impegno di Arché e del Terzo Settore va avanti, anche se con difficoltà

Ma anche fa fatica il terzo settore, non dimentichiamolo, in questo momento in cui nel nostro paese quasi il 40% di tutto il terzo settore è fermo per tanti motivi, aspettiamo davvero che anche il Governo ci aiuti e ci dia la possibilità di affrontare con una certa sicurezza questo tempo così faticoso e difficile.

Il messaggio per tutti noi è quello di tenere aperto il cuore, tenere aperta la mente anche se siamo chiusi in casa. Le nostre case, Casa Adriana e Casa Carla, non sono chiuse, le nostre due comunità continuano grazie all’impegno straordinario e delizioso dei nostri educatori che quotidianamente si mettono a disposizione e al servizio delle mamme e dei bambini.

Il ringraziamento va a tutti, soprattutto ai dipendenti, qui in CasArché siamo ormai ridotti al minimo, abbiamo favorito nella misura del possibile lo smartworking anche per i nostri operatori, che lavorano comunque da casa e cercano di alimentare e sostenere il nostro impegno, le nostre attività.

Teniamo aperti il cuore e la mente

Qual è il messaggio che mi preme oggi farvi arrivare? Il messaggio che con questa apertura del cuore, anche se siamo chiusi in casa, riusciamo a tenerci vivi e allora perché non farvi sentire? Fatevi sentire, scrivete, telefonate, chiamate, teniamo vivo questo contatto anche se non è possibile farlo direttamente. Con i social, con i mezzi che abbiamo a disposizione la solidarietà non si ferma, si ferma magari l’operatività concreta, ma l’apertura del cuore e della mente deve continuare e inventare anche forme nuove per essere vicini alle nostre mamme e ai nostri bambini, per essere vicini a tutti noi.

Sperando che questo tempo in cui siamo tutti costretti a modificare le nostre abitudini, le nostre usanze, i nostri modi di vivere sia anche un tempo in cui ci arricchiamo più profondamente, più personalmente nella lettura, nell’ascolto, anche nello scrivere, nell’avere dei momenti in cui possiamo rientrare un po’ in noi stessi e trovare le motivazioni profonde della nostra esistenza e della nostra vita.

Quindi un caro abbraccio, virtuale ovviamente, a tutti e vi aspettiamo, fatevi sentire!”

Padre Giuseppe Bettoni
Presidente Fondazione Arché

apertura cuore

CasArché in questi giorni un po’ insoliti.