scelte giovani

La grafica è stata realizzata da Edoardo Gualini studente del Liceo Artistico Boccioni, all’interno di un contest creativo.

In questo numero dell’Archébaleno sono l’unica voce fuori dal coro, almeno per l’anagrafe, perché non solo condivido e sostengo quanto le ragazze e i ragazzi hanno scritto, ma vorrei dire loro:

vi voglio bene! Grazie per quello che state facendo, grazie per il vostro coraggio.

Il problema oggi sono i giovani si dice, dissento da questa affermazione, secondo me il problema oggi siamo noi, per tanti motivi, ma soprattutto perché non sappiamo più dare fiducia e compiacerci di quello che fanno i nostri ragazzi. Hanno mille problemi, hanno tante debolezze… ma dire loro “ti voglio bene” è qualcosa di davvero rivoluzionario.

Sapete invece cosa facciamo noi ai nostri figli? Li critichiamo, li droghiamo di ogni schifezza, li sfruttiamo e guai perdere tempo ad ascoltarli! Non solo, ma anziché cogliere la loro denuncia per le nostre inadempienze e irresponsabilità nei confronti dell’ambiente e del clima, cosa sappiamo fare noi adulti? Incapaci di cogliere il contenuto del messaggio di questi giovani, li puniamo per le modalità scelte di comunicare un appello che è urgente e riguarda tutti noi. Se l’unico modo per avere l’attenzione dei media di fronte a una questione che dovrebbe essere ogni giorno in prima pagina è sporcare un quadro o sparare della vernice lavabile sul Senato, il vero problema non sono loro, ma siamo noi.

Cosa dovrebbe fare un bravo giudice, un bravo magistrato? Dare loro la possibilità di esporre le loro motivazioni e farli parlare davanti a una telecamera. Cosa dovrebbe fare un direttore di museo? Ascoltarli e offrire loro la possibilità di intavolare un confronto alla pari, perché questi ragazzi e queste ragazze stanno semplicemente cercando un megafono per quello che gli scienziati di tutto il mondo ci stanno dicendo da anni e che i governi fanno finta di non sentire.

Ascoltarli e prenderli sul serio, invece di denunciarli, multarli o, peggio, arrestarli. Certo, da adulto dico che oggi forse io sceglierei un’altra modalità, va bene, possiamo anche dar loro dei matti, ma l’unico vero errore che non possiamo commettere è far finta di niente e continuare a condurre le nostre vite come se nulla stesse accadendo. Diciamoci la verità: a noi fa comodo avere dei figli beoti, degli utili idioti, delle pecore che passano da Netflix ad Amazon Prime, che bighellonano tra uno spritz e l’altro, che stanno al mondo calandosi ogni sorta di sostanza… perché alla fin fine si crogiolano nel loro piccolo mondo.

Se però qualcuno ci sbatte in faccia che il pianeta è al collasso e che urgono dei cambiamenti, anziché procrastinarli… costoro no, vanno puniti. Ringraziamo invece questi ragazzi perché il loro gesto ci dice che non c’è più tempo perché non vivremo mangiando i soldi. Questi nostri figli ci chiedono di cambiare il modo di stare al mondo. Ci dicono che servono altre relazioni economiche, altre relazioni umane, altre relazioni uomo, donna e ambiente, lo facciamo? No. Anzi addirittura ce la prendiamo con loro.

Se vogliamo essere onesti chiediamoci chi vandalizza veramente il nostro Paese. Questi ragazzi con i loro gesti o chi ha riempito le città di colate di cemento dentro le quali moriamo? Vandalizzano il nostro Paese coloro che producono armi, che investono in armi anziché in energie alternative, coloro che destinano fondi alla guerra invece che alle energie rinnovabili.

Magari qualcuno mi vorrà accusare di apologia di reato, ma se non diamo credito alle voci dei nostri figli, che mondo pensiamo di mandare avanti?

p. Giuseppe Bettoni

Leggi gli altri articoli dell’Archébaleno 68:

💪🏻 Una vita per scegliere – Asia Cesareo
🤝🏻 Vivere vuol dire essere partigiani – Alessandro Pirovano
🔀 Scelta e cambiamento – Giacomo Marini
💭 La scelta sociale – Vincenzo Francomagro
🌳 Il potere delle scelte di ciascuno – Simone Ficicchia
🤲🏽 Volere un futuro diverso – Hamza
🚑 Se ognuno fa qualcosa si può fare molto – Giuseppe Giorgio
🛣️ Ogni bivio costruisce il percorso – Alessandro Pirovano