La psicoterapeuta Elena Giovanardi

Sedute gratuite dallo psicologo per affrontare insieme con gli strumenti giusti il disagio provocato dalla pandemia. In Francia lo ha proposto il primo ministro Emmanuel Macron, promettendo dieci ore gratuite di consulenza per i ragazzi depressi, in Italia lo ha caldeggiato il segretario del PD Enrico Letta, nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro lo ha messo in cantiere Fondazione Arché con il progetto Con.te.Sto, primo soccorso psicologico, che prende il via lunedì 17 presso il CAM di via Lessona 70 con il sostegno del Municipio 8 di Milano. E già le prime richieste sono state prese in carico dal centralino che le ha trasmesse a Elena Giovanardi, psicoterapeuta, con esperienza clinica di trattamento del disagio psichico e sociale, che con Tommaso Magatti, psicologo e psicoterapeuta in formazione, e con Lino Latella, come counselor, fa parte dell’équipe che accoglierà le persone al CAM. 

Intervistatore: Elena, partiamo proprio dall’inizio. Perché una persona dovrebbe venire a Con.te.Sto, primo soccorso psicologico?

Elena Giovanardi: Secondo me, potrebbe essere interessata a partecipare una persona che ha bisogno di uno spazio per sentirsi accolta: lo Sportello può essere un’occasione, infatti, per mettere ordine al proprio vissuto e per dare un significato altro a quello che si sta vivendo. Lo Sportello può aiutare anche a ritagliarsi uno spazio per pensare a sé, ai propri bisogni e al proprio essere, soprattutto dopo un periodo di lockdown e di restrizioni.

I: Perché il lockdown ha esacerbato il disagio psichico?

EG: Questo periodo di lockdown e restrizioni ha permesso a ciascuno di entrare, in maniera più diretta, in contatto con le proprie fragilità e vulnerabilità, prendendole finalmente sul serio. Abbiamo avuto tempo, infatti, per pensare alla qualità della nostra vita e del nostro tempo. Anche il pensiero di essere continuamente a contatto con la morte, attraverso lutti e i bollettini giornalieri dei deceduti, ci ha fatto pensare. Ci ha permesso di mettere mano più da vicino ai nostri sentimenti, a ciò che siamo e a ciò che vogliamo.

I: Concretamente come funziona il primo soccorso psicologico?

EG: Si prende un appuntamento telefonico con l’operatore e una volta definito l’orario si fa un colloquio di accoglienza con me o con uno dei colleghi. Riceviamo la domanda della persona e insieme capiamo il percorso più idoneo che può fare: può essere di counseling o di supporto psicologico o psicoterapeutico, definendo insieme anche la frequenza degli incontri.

I: È previsto anche un accompagnamento spirituale. Come mai?

EG: Su un territorio multiculturale come Quarto Oggiaro avere le due dimensioni nello stesso posto permette di intercettare fragilità che altrimenti non sarebbe così facile far emergere. A questo scopo le due dimensioni lavoreranno in un’ottica collaborativa, permettendo a coloro che lo richiedono di affiancare all’accompagnamento spirituale anche un sostegno psicologico.

Dall’11 giugno 2021 al 10 giugno 2022 il progetto Con.Te.Sto è sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo.