Un’emergenza nell’emergenza. Succede quando ti nasce una figlia e sei sola, il compagno lontano e il pensiero di tutti rivolto solo al Covid-19. Non è l’incipit di una storia già segnata e destinata a finire male ma è il preambolo di una speranza a cui la Corte di Quarto ha aperto le porte proprio oggi. In uno dei suoi appartamenti, infatti, è entrata Nadia, giovane madre di una piccola di soli sei giorni, nata nell’emergenza sanitaria ma sana come un pesce. Fatti i tamponi a entrambe, negativi per tutti e due, per loro si sono aperte le porte della Corte.

Come era prima

La Corte di Quarto è a disposizione in questa fase difficile

«È un caso che ci ha segnalato il Pronto Intervento del Comune di Milano», spiega Silvio Prandolini dell’Area Housing di Arché, «subito ci siamo attivati e abbiamo messo a disposizione uno degli spazi della struttura, inaugurata solo pochi mesi fa». E già impiegata e utile anche in questo fase difficile: più della metà degli appartamenti, infatti, sono già occupati. Con la concreta possibilità che altri lo diventino a breve. «C’è un bel movimento», ammette, soddisfatto, Silvio Prandolini, «alcune situazioni sono ancora in stand by ma ci stiamo impegnando perchè la Corte di Quarto sia una risposta effettiva all’emergenza abitativa, aggravata anche dal diffondersi del virus».  Sia attraverso l’attivazione, di intesa con i servizi sociali, di progetti di semi autonomia sia attraverso soluzioni transitorie, per mamme come Nadia oppure anche per personale medico e socio-assistenziale in questa fase di emergenza.

La Corte di Quarto pronta a ospitare anche medici, persone in isolamento e educatrici

«Abbiamo messo a disposizione dei Servizi Sociali del Territorio della Città Metropolitana alcuni monolocali della Corte di Quarto», spiega infatti, Padre Giuseppe Bettoni, presidente di Fondazione Arché, «l’obiettivo è accogliere sia persone che hanno bisogno di isolamento ma non hanno dove stare, sia offrire una sistemazione ai medici che vengono al vicino Ospedale Sacco». Il personale socio-sanitario si aggiungerebbe alle due educatrici che già si sono sistemate nella struttura a fianco di CasArché, riducendo il tempo trascorso sui mezzi pubblici e quindi le possibilità di contrarre e poi trasmettere il maledetto virus.

La Corte di Quarto: “borgo solidale”, davvero

Mamme con bambini, famiglie e singoli pronti a fare la propria parte: sono loro a popolare la Corte di Quarto in questa prima fase. E a renderla davvero un “borgo solidale“.