Nuovo appuntamento settimanale con p. Giuseppe Bettoni che, dopo il primo e il secondo video, in questo ci racconta come le attività di Arché vadano avanti, rendendo sempre più di attualità il suo motto fondativo “Per inventare ogni giorno la speranza”.  

Un caro saluto a tutti.

Qualche dato inizia a confortarci da questa settimana, anche se sappiamo che ogni settimana che passa è sempre più faticosa delle precedenti, ma ce la possiamo fare. Non so se tutto andrà bene ma sicuramente la speranza che abbiamo è che andrà meglio, se noi impariamo a vivere questa vicenda come un’occasione.

Lo stanno imparando le ospiti delle nostre comunità, con le quali sto lavorando su due fronti per aiutarci a sostenere la tensione così alta.

Anzitutto abbiamo imparato insieme la resilienza, questa capacità che ciascuno di noi può avere nella vita di fronte a eventi, a situazioni che non abbiamo pensato, né programmato, né voluto. Ciascuno di noi può trovarsi, come sta accadendo adesso, sottoposto a stress, a traumi, a fatiche, a pressioni senza necessariamente doverci lasciare schiacciare da queste cose, ma imparando da questi eventi a non subirli semplicemente, a non aspettare solo che passino. Possiamo trarre da qui le capacità di trasformare un evento faticoso in occasione, in risorse, in opportunità.

E poi uno strumento importante che stiamo imparando insieme con loro è quello di darci una regolata sull’informazione, basta una volta al giorno essere aggiornati sui dati. L’eccessiva risonanza mediatica crea dei problemi anche profondi a livello del nostro intimo, della nostra psiche, in alcuni questa cosa genera poi angoscia, talvolta incontrollabile e questa angoscia, dato che siamo fatti di corpo e di anima, può abbassare le nostre difese immunitarie e renderci anche fisicamente più vulnerabili.

Il nostro pensiero poi in questi giorni, mentre siamo qui in casa, va a quello che succede nelle case fuori di qui, soprattutto a quelle donne che convivono in situazioni di violenza con uomini maltrattanti, a quei bambini che assistono a tutto questo. Pensiamo alle famiglie che cominciano a registrare qualche problema economico, chi aveva uno stipendio che adesso magari si è ridotto o addirittura è a rischio.

Però è nel nostro DNA come Archè lavorare proprio a partire dalle conseguenze di un virus, di questo esserino che vive sulla nostra pelle, un parassita della nostra anima. E’ scritto nel nostro DNA reagire a queste situazioni con testa e con cuore, allora come Arché abbiamo messo a disposizione della città metropolitana alcuni monolocali della Corte di Quarto per accogliere sia persone che hanno bisogno di isolamento e che non sanno dove stare, ma anche per accogliere eventualmente dei medici che arrivano in città a sostegno dell’ospedale Sacco.

Facciamo molto anche con le famiglie del territorio, quindi ringrazio tutti i nostri sostenitori che attraverso il cibo, attraverso denaro ci permettono di sostenere le famiglie più fragili per la spesa per i beni di prima necessità. Così come continuano le attività, grazie anche alla donazione che abbiamo ricevuto di tablet, di supporti tecnologici, sia a servizio dei bambini che possono seguire le lezioni in comunità, sia anche di supporto delle mamme che sono in ospedale, di quelle situazioni dove i minorenni e i minori sono a domicilio dove l’assistenza domiciliare è diventata un sostegno a distanza. Quindi grazie ai nostri psicologi e ai nostri educatori.

Andate a vedere il video di una nostra bimba di una comunità che canta per noi una canzone e la suona con la sua chitarra, è un messaggio molto bello che ha riacceso in me il ricordo del primo motto fondativo col quale siamo partiti i primi giorni dell’Hiv “Per inventare ogni giorno la speranza”, ecco dobbiamo inventarla ogni giorno.

Grazie a voi per il sostegno che ci date, lo sentiamo forte anche da lontano e ci aggiorniamo alla settimana prossima.

Grazie un abbraccio