A Casa Ambra le donne con figli e figlie sperimentano di nuovo il sapore di una vita autonoma, i suoi lati belli e quelli più noiosi. Sbrigano le faccende burocratiche, organizzano e preparano pranzi e cene, prenotano le visite mediche per sé e i propri figli e figlie. Insomma, la normalità della vita quotidiana. Dopo un periodo in comunità, è questa la possibilità che offrono i progetti di semiautonomia e avvio all’autonomia per donne in difficoltà di Fondazione Arché: il più recente si chiama proprio Casa Ambra. 

Allo scopo è stato destinato l’ultimo piano, con tre stanze da letto, la cucina, uno studio adibito ad ufficio o a spazio per i compiti, dell’edificio nel centro di Milano dove già si trova la comunità Casa Carla. Proprio da lì arriva una delle due donne che, per prime, stanno alloggiando con i loro figli presso gli spazi di Casa Ambra, traducendo nel concreto il proprio progetto di semiautonomia e avvio all’autonomia. Insieme a lei, che ora sta ricostruendo la propria vita con i suoi figli e figlie, c’è anche un’altra mamma pronta a fare il massimo per assicurare ai suoi bambini un’infanzia tranquilla. 

“La convivenza tra due nuclei diversi può essere complicata visti gli spazi limitati”, ammette Eugenio Tagliabue, operatore dell’area Housing, sicuro, però, che “cucinare quello che si vuole, gestire i propri tempi e stare attenti ai propri spazi rendono davvero “casa” i luoghi dove queste persone alloggiano”. Per loro la durata prevista del progetto è di circa dodici mesi con l’obiettivo che possano costruirsi una vita autonoma, a partire dall’ottenimento della stabilità in ambito lavorativo e abitativo.

Oltre che supporto nelle faccende della vita quotidiana, proprio per questo per i nuclei di Casa Ambra è previsto anche un servizio di educazione finanziaria per renderli progressivamente autonomi e consapevoli nella gestione degli aspetti economici, con scelte di spesa attente e oculate.

Casa Ambra è un’altra delle case di Arché, Casa Adriana e Casa Carla a Milano e Casa Marzia a Roma, ma l’obiettivo a cui concorrono tutte rimane il medesimo: sostenere le donne in difficoltà e i loro bambini e bambine, dandole una mano nel tornare a camminare con le proprie gambe.