Per parlare di antidoti ai mostri che sono intorno a noi e dentro di noi partirei dalle numerose esperienze che abbiamo incontrato e che continuiamo ad accogliere, perché, infatti, il mostro l’hanno avuto in casa le donne che accogliamo, e non per un giorno, ma per anni. E loro con il mostro hanno convissuto, sono scese a patti… Poi ad un certo punto hanno compreso che non potevano uscire da sole dalla relazione tossica con il mostro, hanno chiesto aiuto e così si è andata tessendo una rete, una comunità di persone, di cittadini e di cittadine, come condizione di possibilità per camminare insieme verso una liberazione dalla paura che fosse anche una liberazione di loro come donne.
Espandendo questa esperienza, il primo antidoto che tutti possiamo utilizzare per far fronte ai mostri consiste nel fare un passaggio per riappropriarci di una categoria che in questi anni è diventata una categoria divisiva, quella del popolo o, nella sua degenerazione del populismo, affinché l’esperienza di Arché, l’esperienza di Nivalis, l’esperienza di Pensieri e Colori, l’esperienza di Vintage, possa diventare un’esperienza popolare, di cammino popolare, di movimento popolare.
Nel senso che non solo ciascuna delle nostre realtà continua a pensare ai propri obiettivi particolari, nobili e lodevoli, ma cominciamo a farci carico tutti insieme delle domande che le persone che accogliamo ci pongono e alle quali non basta più solo la nostra risposta, perché avvertiamo l’istanza che un altro mondo è possibile. Allora penso a un movimento popolare che ascolta le domande, che si prende cura delle persone, ma che al tempo stesso lavora per disegnare una società più giusta, dove a tutti possano essere date le stesse opportunità, dove ciascuno possa esercitare i diritti e doveri di cittadino del mondo.

Dall’Arché Live 2025 [📸 Sara Fileti]
Lo faremo andando anche contro una di quelle condizioni che tanto caratterizza questo nostro tempo, e cioè la superficialità. Con la complicità dei social media, ascoltiamo fiumi di schiamazzi, ma poche idee, poco pensiero. La ricerca spasmodica di denaro ci ha disumanizzati. Ma anche l’illuminismo è stato tradito, ovvero che la libertà comportasse l’assunzione di una responsabilità etica. È una questione molto ampia che ci siamo posti in questi mesi come Arché e così abbiamo avviato alcuni laboratori di filosofia, di arte del pensare, insieme al giovane filosofo Matteo Camerini che ringrazio davvero per la disponibilità e la profondità.
Siamo solo all’inizio, ma faremo presto un calendario così da metterci tutti intorno a un tavolo (tutti: operatori, volontari, ma anche gli amici e le persone che simpatizzano con Arché e le cooperative), a riflettere e ad avere il coraggio di fermarci e pensare insieme.
Certo, ne sono consapevole, oggi è più che mai cosa ardua, ma mi aiuta in questo senso una metafora che il Cardinale Martini ci raccontò una sera, ovvero la metafora del falò. Martini diceva che intorno al falò ci sono diverse posture, anzitutto c’è gente che porta la legna perché il fuoco si alimenti, ci sono persone che mantengono vivo il fuoco; poi c’è gente che è seduta in prima fila e che si scalda al calore delle fiamme, ma non si alza, gode del tepore e della vicinanza degli altri; poi ancora c’è gente che sta in seconda, terza fila e che pensa, riflette e sta nel suo mondo; infine c’è gente che sta dietro e che va e viene, chiacchiera, va in giro… un po’ come qui all’Arché Live. C’è gente qui che ascolta, gente che pensa, gente che si muove, gente che va…
Ecco, questo è il movimento, intorno a un pensiero, intorno a un ragionamento, ognuno con i suoi tempi, ma insieme e mi piacerebbe diventasse davvero un movimento popolare, un movimento di idee e di pensieri di cambiamento e di futuro.
La seconda cosa che voglio condividere è che misuriamo uno scarto pazzesco tra la realtà e le aspettative con cui siamo arrivati dal secolo scorso. Credo di poterlo dire con la mia generazione, cosiddetta dei boomers, che ha vissuto diverse esperienze di vita, diversi sogni di cambiamento. Oggi proviamo una certa delusione perché ci aspettavamo un esito diverso della storia, e invece ci misuriamo con delle situazioni che non avevamo previsto, che nessuno poteva immaginare e così vediamo Israele che vuole annientare i palestinesi, un presidente follemente narcisista che conduce alla follia un intero popolo e mezzo mondo, un altro tiranno che invade un altro paese inseguendo sogni d’altri tempi…
Se guardiamo in casa nostra, oggi abbiamo una marea di persone che soffrono di disagio psichico, chi con problemi di pluridipendenza da droghe, gioco, alcol, sesso,… e noi continuiamo a mettere cerotti su queste situazioni, senza riuscire a incidere sui macrofenomeni. Neanche le chiese, né le religioni in genere, hanno qualcosa da dire oggi, anche perché avendo inseguito il potere hanno abdicato alla loro missione di nutrire l’anima, di ascoltare e accompagnare il dolore delle persone. Ricordo una frase di Jung all’inizio del famoso Libro Rosso, del suo diario: “Amici miei, è saggio nutrire l’anima, altrimenti alleverete draghi e diavoli nel vostro cuore”.
Infine, vorrei chiudere con un appello, un invito. Quando entrate in CasArché e scendete le scale per andare negli uffici, sul muro a sinistra trovate scritta una frase di Anne Herbert, una poetessa inglese, che recita: “Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”.
Alla mostruosità pervasiva della violenza e dell’ingiustizia, dell’odio e della divisione, rispondiamo con un sorriso, con gentilezza e con atti di bellezza. E se proprio siete bravi, ve lo dico con una certa audacia e provocazione: abbracciamo un fascista, prendiamolo in adozione. Perché anche in questo modo cambiamo le cose. Quando un bambino viene da noi e ci dice “ho paura del mostro!”, voi cosa fate? Lo abbracciate, lo rassicurate, lo stringete con affetto. Metaforicamente il discorso è lo stesso: abbracciamolo, non prendiamo le distanze, andiamogli incontro, forse così possiamo dare un contributo a migliorare il mondo.
p. Giuseppe Bettoni
Gli articoli dell’ArchéBaleno 73
🌍 Affrettiamo la venuta del mondo nuovo – Paolo Dell’Oca
💲 Il prezzo del capitalismo – Paolo Dell’Oca
👹 Ogni mostro nasce dentro un labirinto – Matteo Camerini
🦉 Il sogno della ragione genera mostri – Giuseppe Mazza
🌗 In questo chiaroscuro – Caterina Pozzi
👨🏻🏫 «Educare è un fatto sociale»: dialogo con il prof. Sergio Tramma – Simone Zambelli
🏡 Rinascere nelle relazioni: conversazione con p. Giuseppe Bettoni – Simone Zambelli