Lunedì 25 novembre 2019, è stato presentato il nuovo rapporto di ricerca che racconta il ruolo sempre più importante che sta assumendo in Italia il Terzo Settore contemplandolo anche in forme ibride con aziende e parti sociali.

A causa degli scarsi investimenti pubblici in ambito sociale il cosiddetto Primo Welfare – il welfare pubblico erogato da Stato, Regioni e Comuni – fa fatica a rispondere efficacemente alle nuove necessità emergenti. D’altro canto cresce e si rinforza la schiera di attori privati – il cosiddetto Secondo Welfare – che interviene sussidiariamente in quelle aree lasciate scoperte dal Primo Welfare. È quanto emerge in maniera chiara dal Quarto Rapporto sul Secondo Welfare in Italia, documento biennale realizzato da Percorsi di Secondo welfare, laboratorio afferente al Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino con la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano.

Il nuovo rapporto, rispetto al precedente del 2017, evidenzia come siano in atto nel nostro Paese grandi cambiamenti che creano un forte disallineamento tra le politiche pubbliche di Primo Welfare e i bisogni crescenti della popolazione, bisogni “nuovi” quali la debolezza delle politiche per la famiglia, scarse misure di assistenza in caso di non autosufficienza, deficit di attenzione sulla povertà educativa, difficoltà di conciliazione famiglia-lavoro. Il welfare tradizionale appare “assente” dai “nuovi” problemi sociali.

La risposta ai bisogni emergenti non può essere solo finanziaria ma aggregativa e contemplativa delle realtà territoriali. Chi sono, dunque, i nuovi attori che possono svolgere una funzione intermediaria tra bisogni e risposte e favorire, così, un approccio bottom-up?

Sicuramente il Terzo Settore, il Secondo Welfare, noi tutti.

E Arché ha innestato percorsi di secondo welfare?

Arché, con i suoi servizi e i suoi progetti, genera innovazione sociale distaccandosi dal mero approccio assistenzialistico e mettendo al centro la riattivazione e l’empowerment delle persone che incontra, distaccandosi dal rischio di collettivizzazione e aggregazione della domanda. Il welfare, infatti, funziona quando è personalizzato.

Si deve assumere il ruolo di promotori di spazi “terzi” e di nuovi modelli di governance locale, promuovendo l’approccio comunitario.

Viste le valutazioni di cui sopra ci vengono in mete due progetti, uno concluso ed uno in itinere, che rispondono a queste nuove domande emergenti.

Il progetto Eccentrico si proponeva di sperimentare sul territorio servizi educativi flessibili, condivisi e sperimentali per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie. Obiettivo primario è la riduzione e prevenzione del rischio di povertà ed esclusione sociale delle famiglie, co-progettando e creando servizi che permettano loro di assolvere con maggior facilità all’attività lavorativa e alla cura della famiglia.

Il Progetto QuBì – Quanto Basta, Ricette contro la povertà infantile, si basa su un modello locale, in particolare agendo sul quartiere di Quarto Oggiaro sposta l’attenzione sui minori, a differenza di quanto accade con il RdC e di quanto accadeva con il REI. Il progetto nasce e si sedimenta su reti territoriali che valorizzano le azioni già in essere, coinvolgendo anche attori non convenzionali nella lotta alla povertà. A Quarto Oggiaro la Fondazione Arché cura le azioni riguardanti le nuove povertà: povertà culturale e povertà alimentare. Il progetto fa emergere una nuova forma di partnership (con l’assistente sociale di comunità).

Con questi due progetti e con gli altri che Arché ha progettato e sta progettando si cerca di costruire connessioni tra fondazioni di terzo settore e il pubblico di una logica generativa e non di sudditanza, bensì co-progettando insieme oltre agli interventi anche gli obiettivi di impatto sociale.

Il nuovo modello di welfare mix verrà analizzato più nel dettaglio durante la Civil Week che si terrà a Milano dal 5 all’8 marzo 2020, durante la qualche anche Arché darà il suo apporto per raccontare un nuovo modo di essere attori sociali del Terzo Settore e del Secondo Welfare.