natale senza aggettivi

Non so quale aggettivo possa essere più appropriato per accompagnare questo Natale. Ormai costretti a rinunciare alle tradizioni e alle consuetudini, potremmo scivolare nella tristezza e nella desolazione o potrebbe essere questa l’occasione per restituire la dovuta importanza al soggetto.

Sia pure impossibilitati all’abbraccio, ospitiamo l’iniziativa di un Dio che, dice il Vangelo, si è fatto carne. Non poteva farsi diversamente? Poteva farsi ricco, bello, potente, figo… no, solo carne. Ciò che siamo tutti. Perché noi non siamo tutti ricchi, belli, potenti e fighi, nemmeno siamo tutti spirituali e religiosi. Siamo tutti carne e lui si è fatto carne. Perché lì è sicuro di poterci trovare tutti. Dio è diventato quello che siamo tutti. Così nessuno è escluso.

Il mio augurio di Natale quest’anno è senza aggettivi. Ci può davvero bastare sapere che Dio diventando carne si è reso umano e anche noi, proprio perché non lo siamo ancora, possiamo diventarlo.

  p. Giuseppe Bettoni