Non poteva che chiamarsi “Per un Quarto di libro” il progetto che si è concluso recentemente, curato da Fondazione Arché insieme ad altre realtà associative come Le Nius, Nivalis, Ambiente Acqua ed Errante. Già il titolo suggeriva i principali pilastri del progetto: il luogo, lo scopo e al contempo una prospettiva, una direzione. Tutte le attività, infatti, si sono svolte nel quartiere di Quarto Oggiaro – periferia nord-ovest di Milano – e hanno posto al centro i libri, o meglio, gli albi illustrati pensati per bambini, ma utilissimi anche per gli adulti. L’obiettivo primario indicato al promotore del bando, Fondazione Cariplo, era quello di sensibilizzare i più giovani alla lettura, cercando di coinvolgere anche le loro famiglie.

Dettaglio dell’attività di preparazione di una graphic novel durante il progetto
E sono state proprio quest’ultime a risultare le più coinvolte, fornendo il maggior numero di feedback durante tutti i mesi: molto apprezzata è stata la scelta dei libri utilizzati, i temi selezionati, le attività ludico-creative proposte, capaci di appassionare anche coloro che, con un background migratorio o meno, hanno più difficoltà con la lingua italiana.
“Credo che il progetto abbia avuto successo sotto tanti punti di vista”, ha raccontato Gianmarco Crescentini, animatore del progetto, “sicuramente il fatto di aver offerto alla cittadinanza attività di carattere educativo-formativo totalmente libere ha agevolato l’ingaggio dei più piccoli (e delle famiglie). Ciononostante quello che li ha tenuti agganciati per tutta la durata del progetto è stata la qualità degli operatori e delle operatrici, la decisione di coinvolgere realtà del territorio come il Punto Luce di Piazzetta Capuana, la Biblioteca comunale o singoli professionisti, come illustratori e grafici, che hanno messo a disposizione dei ragazzi e delle ragazze le proprie competenze e la propria creatività”.
È da questi peculiari elementi che emerge la prospettiva, la direzione, indicata nel nome “Per un Quarto di libro”: nonostante per molti il libro sia ritenuto ormai obsoleto, noioso, trascurabile se non addirittura sopravvalutato, Arché ha voluto ribadirne il valore, facendolo diventare ancora uno strumento per attività ludiche, educative, creative, formative rivolte ai bambini e alle bambine, ai ragazzini e alle ragazzine di ogni nazionalità. Partire dai libri, infatti, permette di conoscere sé stessi, di conoscerci e di creare una comunità. Partire dai libri significa anche immaginare, giocare, riflettere. Partire dai libri, in questo caso, vuol dire disegnare una Quarto diversa.