Nel 2014 in Italia sono state riportate 3.695 nuove diagnosi di infezione da Hiv pari a 6,1 nuovi casi per 100.000 residenti. Questa incidenza pone il nostro Paese al dodicesimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea. Sono gli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità sulle nuove diagnosi di Hiv e sui casi di Aids nel nostro Paese, aggiornati al dicembre 2014.

Li potete trovare nel primo Supplemento del 2015 del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità, ma intanto ricordiamoci di questa precisazione: Hiv sta per “Human immunodeficiency virus” che significa virus dell’immunodeficienza umana. In pratica, l’Hiv è il virus che distrugge il sistema immunitario.

Aids significa sindrome da immunodeficienza acquisita, ovvero quell’insieme di problemi di salute che compongono una malattia. Essere sieropositivi non è sinonimo di Aids: molte persone sieropositive non progrediscono verso lo stadio clinico chiamato Aids.

Una persona sieropositiva è una persona che ha contratto il virus dell’Hiv che può ammalarsi di Aids dopo molto tempo, però una persona sieropositiva anche dopo molti anni può sembrare perfettamente sana e comunque potrebbe trasmettere agli altri il virus dell’Hiv. Quando il virus dell’Hiv ha distrutto completamente il sistema immunitario una persona sieropositiva diventa malata di Aids che si manifesta con infezioni gravi e ripetute malattie neurologiche.

Tornando ai dati diffusi dall’Istituto di Sanità, il principale ente di ricerca italiano per la tutela della salute pubblica, negli anni si osserva un aumento dell’età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumentano i casi attribuibili a trasmissione sessuale.

Quanto all’Aids, nel 2014 sono stati segnalati 858 casi di Aids, pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. Oltre il 50% di questi sono osservati in persone non consapevoli di essere Hiv-positive. La maggior parte delle persone con infezione da Hiv (92,6%), seguita presso i centri clinici di malattie infettive, è in terapia antiretrovirale.

Il report, poi, fornisce altri dati interessanti: è stabile il numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv, continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi di Hiv nelle donne, la maggior parte delle infezioni avviene attraverso contatti eterosessuali, aumentano le diagnosi in MSM (maschi che fanno sesso con maschi) tra gli italiani. È stabile anche il numero dei casi di Aids, diminuiscono i decessi.

Nel 2014, le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nel 2014 sono maschi nel 79,6% dei casi, hanno un’età mediana di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Nel 2014, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 43,2%; MSM 40,9%). Nel 2014 il 27,1% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera.