
“Non basta un muro per fare una prigione, non basta romperlo per essere liberi: bisogna alzarsi e uscire”.
È questo il sottotitolo del docufilm “Exit”, che abbiamo potuto visionare nella serata di sabato 10 dicembre presso il Salone dell’Oratorio della Parrocchia Santa Lucia.
L’opera, realizzata dal regista Stefano Sgarella, racconta di quanto sia forte l’impatto della cultura nell’aiutare le persone ad uscire dalle proprie prigioni, che siano fisiche o mentali.
E proprio di prigioni, o di carceri, parla Apriti Cielo, il progetto da cui è nata l’idea per “Exit”.
In un percorso durato due anni (e di cui vi avevamo già parlato con la mostra fotografica “San Vittore: quartiere della città“) fatto per dare voce a chi, troppo spesso, non ne ha e raccontare una realtà come quella del carcere anche nei suoi aspetti meno noti.
Gli obiettivi del progetto erano proprio quelli di raccontare e portare ai cittadini un tema tanto delicato come quello della giustizia, muovendosi su più livelli: dagli incontri con i cittadini dei quartieri, all’affrontare l’argomento con i bambini e i ragazzi all’interno delle scuole, raccontando storie che parlassero di cadute, ma che parlano allo stesso tempo anche di rinascita e risalita e per favorire l’incontro e i legami tra le persone per poter discutere e dibattere proprio su questi temi tanto importanti.
Ringraziamo anche il coro degli Amici della Nave (che è composto da detenuti del reparto La Nave di San Vittore, operatrici della équipe della Asst. Santi Paolo e Carlo e da volontarie e volontari dell’Associazione), che nella stessa serata in cui abbiamo visionato il docufilm “Exit”, ci hanno deliziato con numerosi pezzi, frutto del loro splendido repertorio.