ricerca mamma bambino

Come ogni mese, da marzo ad oggi, p. Giuseppe Bettoni è tornato a parlare ai microfono di Radio LatteMiele per parlare dei risultati della ricerca “Dalla comunità riparativa alla comunità generativa” presentati lo scorso 10 dicembre presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Reale a Milano.

Vi lasciamo al testo (e all’audio) della puntata.

Buona lettura (o ascolto)!

Abbiamo al telefono p. Giuseppe Bettoni, presidente di Fondazione Arché, per parlarci di una delle tappe di quest’anno in occasione del trentesimo anniversario. Buongiorno padre.

Grazie Buongiorno a voi e a tutti i radioascoltatori.

Una delle tappe di questo anniversario è stato l’incontro di venerdì.

Sì, esattamente. L’incontro di venerdì 10 voleva essere un momento di chiusura delle celebrazioni di questo trentesimo anniversario ma di fatto è stato un momento di rilancio perché il convegno che ha un titolo abbastanza impegnativo, “Dalla comunità riparativa alla comunità generativa. Possibili percorsi innovativi nell’accoglienza di nuclei mamma-bambino“,  ha solo messo le basi, le premesse per affrontare questo tema in maniera più approfondita e vera, insomma. Le comunità dove accogliamo mamme e bambini seguono un modello per un certo verso ormai superato. Per questo abbiamo avviato una ricerca con l’Università Cattolica per studiare e per escogitare un modello, una possibilità altra, diversa anche per rispondere alle nuove esigenze  delle persone antropologhe

Sì, Parlando di percorsi innovativi anche nella cura di questi nuclei.

Esattamente. Di solito le comunità di accoglienza di solito sono per donne o per minori mentre la comunità che prevede l’accoglienza della diade mamma –bambino è una comunità specifica che ha un bisogno formativo e organizzativo molto specifico e non sempre la legislazione e la struttura sociale in cui si inquadra questo tipo di servizio è in grado di cogliere questa peculiarità. È necessario quindi che ci ritroviamo tutti, questo è stato il rilancio del convegno, più avanti, con gli enti pubblici, con il Tribunale dei Minori, con l’Università e con altre realtà del Terzo Settore che operano nello stesso ambito per ragionare ancora insieme su questo tema. Questo è un aspetto fondamentale: dalla comunità riparativa alla comunità generativa.

Sempre su Radio LatteMiele al telefono con padre Giuseppe Bettoni, Presidente di Fondazione Arché e stiamo parlando dell’evento, dell’incontro, che c’è stato venerdì 10 dicembre a Palazzo Reale dove si è parlato dei risultati, dei percorsi innovativi e i risultati dati dalla ricerca di fondazione Arché insieme all’Università Cattolica per le comunità di accoglienza in Italia.

Esattamente, questo è stato un appuntamento importante anche perché abbiamo avvertito l’istanza e l’esigenza di mettere in atto quella nuova metodologia di approccio che è stata richiesta dalla Corte Costituzionale in una sua sentenza mirabile di qualche settimana fa in cui diceva che appunto quando c’è in questione il bene sociale, il bene pubblico delle persone, è necessario che l’ente pubblico, con gli enti terzo settore, entri in un lavoro di coprogettazione e coprogrammazione mentre oggi il modello è un po’quello economico, no?

Cioè, noi eroghiamo un servizio per cui l’ente pubblico ne prevede il corrispettivo, quindi uno paga e l’altra fa. Occorre invece entrare in una logica diversa, una logica di co-progettazione e co programmazione che significa mettersi intorno a un tavolo capire la peculiarità dei problemi e condividere le risorse da mettere in campo su questo tipo di problematica che riguarda l’apporto sociale.

Perché il sociale non può essere misurato semplicemente nel suo impatto economico: quanto più uno lavora in una società, in una comunità evita che tante donne possono percorrere la strada della delinquenza e del disagio sociale che hanno costi ulteriori quindi, a maggior ragione, occorre qualificare di più l’aspetto comunitario.

Infatti, padre, io vorrei solo aggiungere che sono assolutamente d’accordo su queste parole perché tra l’altro leggo: “Rendere le strutture e i luoghi non solo dove si riparano gli errori del passato, ma dove si genera un futuro migliore”. Ricordiamo che nessuno nasce povero o ricco è il contesto in cui si nasce. Quindi creare un luogo che aiuta favoreggia la crescita e gli stimoli è fondamentale per queste persone che appunto devono recuperare il loro futuro e ricostruire tutto.

Esattamente, è proprio così.

Padre Giuseppe Bettoni, noi la ringraziamo moltissimo tra l’altro questo era l’ultimo appuntamento insieme per quest’anno perché ormai siamo a metà dicembre quindi le auguriamo ancora un buon weekend, sempre tanti complimenti e grazie.

A voi!