Umanizzare il carcere, trasformarlo da luogo della chiusura a luogo dell’incontro e dello scambio. È l’auspicio espresso dal presidente di Arché, p. Giuseppe Bettoni, nel corso dell’inaugurazione della mostra “San Vittore: quartiere della città” di sabato 6 novembre presso la biblioteca di Quarto Oggiaro, zona dove si svolgerà il progetto “Apriti cielo” di “Verso Itaca APS” con la partecipazione della Fondazione. Sabato, la prima a prendere la parola è stata la fotografa Margherita Lazzati che ha spiegato l’idea che l’ha portata prima all’interno di San Vittore a scattare le foto e a raccogliere alcune testimonianze e poi all’esterno in vari luoghi della città, tra cui appunto Quarto Oggiaro, a raccontare con voci e fotografie la quotidianità dei detenuti e delle detenute del carcere milanese e le loro interazioni con l’esterno. 

All’inaugurazione sono intervenute anche le ideatrici della mostra Carla Chiappini e Laura Gaggini dell’associazione “Verso Itaca APS”, e gli amministratori comunali, come il consigliere Alessandro Giungi, e del municipio 8, come  Serenella Calderara e Sara Spadafora. Tutte e tutti hanno mostrato apprezzamento per la mostra e hanno ribadito la necessità di impegnarsi per rendere il carcere il luogo dove possa pienamente realizzarsi il dettato costituzionale: “tendere alla rieducazione del condannato”.

Proprio su questo aspetto si concentrano anche le attività di Fondazione Arché nei confronti dei detenuti e delle detenute del carcere: “favoriamo il loro reinserimento lavorativo”, ha spiegato p. Giuseppe Bettoni, aggiungendo che alle persone accolte dagli istituti penitenziari chiede sempre: “come ti immagini sarebbe stata la tua vita senza il reato?”. Spesso, però, fintantoché si rimane in quel contesto, le risposte non sono in grado di immaginare un percorso diverso. Le cose cambiano una volta fuori, inseriti in percorsi di reinserimento e fianco di persone diverse: “è importante rimettere al centro le relazioni“, è stata la conclusione di p. Giuseppe.