Un luogo di bene comune, simbolo di una Milano solidale. Un luogo aperto alla cittadinanza dove ci si contamina nel bene e dove si fa del bene, aiutando persone in difficoltà a camminare con le proprie gambe. Questa è CasArché, e sono contento, oggi, 25 anni dopo, di poter presentare alla Città Metropolitana quest’esperienza nuova”. Sono le parole di padre Giuseppe Bettoni, fondatore e presidente di Arché Onlus che oggi, sabato 1° ottobre in via Lessona, 70 (Quarto Oggiaro), Milano, ha inaugurato la nuova CasArché.

Milano è una città straordinaria, una città che si pone come modello e guida dell’Italia non solo dal punto di vista economico ma anche grazie ad esperienze come quelle di CasArché – ha detto il sindaco di Milano e Città Metropolitana Giuseppe Sala – il tema delle mamme in difficoltà e dei loro bambini è una questione importante ed epocale ma la lucidità di questo progetto sta nel fatto che non solamente si accoglie ma si aiutano le mamme  nell’inserimento nel mondo del lavoro ed è quello che esattamente noi dobbiamo fare in generale rispetto al tema dell’immigrazione. Questo è un centro perfetto e mi auguro ne sorgano altri e Milano sarà sempre disponibile ad allearsi con istituzioni come queste, progetti del genere sono veramente meritori”.

Abbiamo da subito riconosciuto l’alto valore sociale di questa iniziativa – ha detto Lorenzo Guzzeloni, sindaco di Novate Milanese – questa casa viene in aiuto a bisogni di minori e mamme in difficoltà a cui tutti dobbiamo dare una mano”.

Fin dalla sua nascita Arché è venuta incontro ai bisogni della società: ricordo gli inizi, quando si pose per prima il problema dei bambini sieropositivi di cui non si occupava nessuno – ha detto l’Onorevole Patrizia Toia – e poi mi ha colpito la capacità di coinvolgimento, la qualità e la preparazione dei suoi operatori”.

Tutto questo si ispira ai valori della Costituzione italiana – ha detto Aldo Manfredi, Magistrato e Presidente del II Collegio Penale della Corte di Appello di L’Aquila – essa è infatti l’insieme dei principi e delle ragioni del nostro stare insieme”.