Abbiamo pubblicato il Bilancio sociale del 2017, intitolato Cuori pensanti, disponibile online in questa versione sfogliabile!

P. Giuseppe lo introduce così:

Per chi si affaccia per la prima volta alla complessa realtà di Arché la pubblicazione della relazione delle attività svolte nel 2017 costituisce un prezioso strumento di conoscenza, come una mappa per orientarsi nei servizi che la Fondazione assicura giorno per giorno, grazie a chi vi opera, sia come amico, sostenitore, volontario o operatore.

Quest’anno muoviamo un primo passo verso quello che in linguaggio tecnico viene chiamato “Bilancio sociale”, che significa passare dalla narrazione delle attività a raccontare anche l’impatto e i benefici che la nostra opera ha avuto sul territorio. Per fare questo occorre un approccio capace di rendere conto che… alla luce del grado di incidenza nel cambiamento delle cose, vale la pena impegnarsi, investire, coinvolgersi!

Arché costituisce un piccolo segmento nel grande e ampio impegno che nel nostro Paese coinvolge migliaia di associazioni e milioni di cittadini. La Riforma del Terzo Settore approvata dal Parlamento nello scorso anno, sta muovendo i suoi passi operativi e richiede anche ad Arché un riposizionamento nell’ambito della riorganizzazione del grande mare del mondo del volontariato e dell’impegno sociale.

Anche perché è sotto gli occhi di tutti come le risorse pubbliche siano sempre più insufficienti per far fronte a quel principio di solidarietà sociale sancito dalla nostra Costituzione all’art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

È quanto mai complesso, inoltre, riuscire a tenere vivo lo slancio ideale, l’impegno generoso e competente e al contempo valutare se le risorse di tempo, di denaro, di intelligenze e di passioni dedicate hanno ottenuto risultati capaci di incidere nel cambiamento della qualità di vita delle persone. Anche perché è difficile incanalare negli angusti criteri di misurazione e di valutazione il vissuto di persone adulte e di bambini che hanno compiuto un percorso umano educativo, psicologico e sociale: non tutto si può misurare facilmente, ma è anche vero che chi dona vuole sapere se quanto dona serve a cambiare le cose.

Per noi stessi è altresì importante coniugare le motivazioni del cuore, lo slancio d’amore con le necessità dettate dalla sostenibilità, dall’equità e dai criteri della giustizia sociale. Parafrasando Etty Hillesum potremmo dire che a maggior ragione occorre essere oggi dei “cuori pensanti” di fronte alle sfide che incontriamo, essere capaci di tenere alto lo sguardo. Questo è lo sforzo che facciamo, consapevoli che la ricchezza di umanità, di pensiero, di condivisione che si viene a creare e che continua anche al di là del percorso per così dire “terapeutico”, comunque sfugge alle maglie scientifiche di valutazione, ma non per questo è meno vera.