Quando ho iniziato il servizio civile in Fondazione Arché, qualche settimana fa, non sapevo bene cosa aspettarmi, ma sono bastati solo pochi giorni per capire che dietro Arché c’è un mondo. La Fondazione affonda le sue radici in un contesto storico sfidante, basando il suo operato su importanti principi cardine; inoltre, oggi si occupa di molteplici servizi, che non si limitano solo alle case d’accoglienza dedicate a nuclei mamma-bambino.
Avendo intrapreso il mio percorso a metà tra l’area Cittadinanza e l’ufficio Comunicazione, la prima domanda che mi sono posta è stata: come si trasmette l’essenza di Arché a chi ci guarda da fuori? Forse la risposta si trova proprio nell’Arché Live, l’evento che si terrà sabato 3 ottobre a CasArché a Novate Milanese (a cui ci si iscrive qui): quest’anno ci saranno dei tavoli di confronto sulle parole Dignità, Gratuità e Disobbedienza, che punteranno a rendere partecipi le persone che verranno a trovarci, offrendo un momento di riflessione collettiva. Incuriosita da quest’iniziativa, ho voluto intervistare Vincenzo Francomagro, responsabile dell’area Cittadinanza e dei Volontari di Milano.

Vincenzo Francomagro, responsabile area Cittadinanza e dei Volontari di Milano
Ciao Vincenzo, l’Arché Live di quest’anno prevede una partecipazione più attiva di chi verrà a farci visita: com’è nata l’idea dei tavoli di confronto e in che cosa consiste?
«L’idea dei tavoli di confronto è stata il risultato di un lavoro condiviso con il gruppo di lavoro Arché Live, a cui hanno partecipato le operatrici e gli operatori di Arché. Sin dalle prime riunioni, ci siamo accorti che superare la modalità frontale rappresentava il sentimento comune, proprio per rendere il pubblico maggiormente partecipe e avvicinare i contenuti del pomeriggio agli interessi reali delle persone. Certo, ad Arché Live ci sarà Miguel Benasayag, figura di spicco nella filosofia contemporanea, e siamo felici di averlo con noi. Ma allo stesso tempo sappiamo che l’intervento di un ospite, da solo, non basta a coinvolgere attivamente la cittadinanza. Attraverso l’attività laboratoriale con i tavoli, vogliamo creare un possibile ponte tra le esperienze personali, dando valore alle loro riflessioni e alle sfide che affrontano ogni giorno».
Come sono state decise le tre parole chiave su cui lavorare?
«Sono tre parole – potremmo dire tre “tensioni” – chiave per Arché. Derivano da un percorso iniziato a maggio del 2025 con i laboratori di deformazione del filosofo Matteo Camerini: i laboratori hanno visto operatrici e operatori delle sedi di Milano, Roma e San Benedetto del Tronto riflettere sul manifesto dei valori di Arché; infatti, due delle tre parole – Dignità e Gratuità – sono proprio inserite nel manifesto. E poi prosegue a partire dall’edizione dell’Arché Live dello scorso anno».
Su questa domanda, interviene anche p. Giuseppe Bettoni, che spiega:
«La terza parola invece, Disobbedienza, fa parte della nostra storia: è un appello a tenere viva l’intelligenza critica verso il sistema sociale ed economico in cui siamo immersi. È una responsabilità per tutti, ancora di più per chi lavora con le persone».
I tavoli saranno condotti da coppie di facilitatrici, formate anche da alcune educatrici di Arché: in che modo sono state coinvolte e come contribuiranno alla riflessione?
«La scelta di coinvolgere tre educatrici dell’area Accoglienza la definirei indispensabile; rappresenta una sfida davvero avvincente: raccontare al pubblico l’esperienza del lavoro sociale proprio da chi è testimone quotidiana delle storie e della postura di Arché. Le educatrici porteranno il loro vissuto come punto di partenza per riflettere insieme sulle parole scelte».
La riflessione su queste parole proseguirà anche dopo l’Arché Live? Ci saranno altri eventi simili?
«Senz’altro: appuntamento al 24 ottobre in occasione dell’Arché Live di Roma. Proseguiremo con la riflessione attraverso un nuovo laboratorio, in cui avremo l’opportunità di rielaborare il contributo di Miguel Benasayag con operatrici, volontari e volontarie di CasArché Roma».
Dopo l’intervista ho partecipato all’incontro di introduzione ai tavoli di confronto. In particolare mi ha colpito l’intervento di Matteo Camerini, facilitatore al tavolo sulla Disobbedienza, che afferma: «Cercavamo, con Arché, di intrecciare un percorso che andasse dal particolare all’universale e viceversa, […] qualcosa che tenga insieme la quotidianità di educatori, educatrici e chi si trova a vivere nel Terzo Settore in questo momento storico e, dall’altro lato, un senso filosofico generale, un senso politico dello stare al mondo».
Ora che conosco – e conoscete – qualche dettaglio in più sul lavoro d’organizzazione e programmazione che c’è dietro l’Arché Live, non ci resta che attendere sabato 3 ottobre per partecipare. Speriamo di essere tante e tanti!
C’è ancora tempo per iscriversi all’Arché Live di sabato 3 ottobre: clicca qui!
Chiara Masotina, operatrice volontaria del Servizio Civile




