“Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”.

È da queste parole di Antonio Gramsci che nasce l’Arché Live 2025. Una frase cupa, certo, ma nondimeno ispiratrice, che ha smosso le nostre coscienze spingendoci ancora una volta ad agire, prendendo posizione in un presente sociale e geopolitico complesso.

La frase gramsciana campeggiava sulle magliette di operatori e operatrici di Arché [📸 Sara Fileti]

Da oasi a carovane

Il sentimento principale che muove lo spirito della nostra festa è la necessità di ritrovare il legame fra le persone e i luoghi del Terzo Settore. Lo sottolinea nel discorso inaugurale Lamberto Bertolé, Assessore al Welfare milanese, in cui ribadisce il ruolo essenziale ricoperto da operatrici e operatori, in un’ottica sempre più fondata sulla compartecipazione tra ente pubblico e organizzazioni. Un significato che si ritrova anche nel percorso tracciato dal panel formato da Matteo Camerini, scrittore e filosofo, Giuseppe Mazza, copywriter e professore all’Università IULM, e Caterina Pozzi, Presidente del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti.

Caterina Pozzi, Giuseppe Mazza e Matteo Camerini

Caterina Pozzi, Presidente CNCA [📸 Sara Fileti]

I mostri nella contemporaneità, spiega Mazza, indossano abiti familiari attraverso la comunicazione: una canzone dei Beach Boys viene parodizzata per diventare un inno alla guerra, il Presidente degli Stati Uniti utilizza un meme per normalizzare le deportazioni massive. Ci troviamo in un labirinto, argomenta Camerini, dove le ombre si allungano e ci sentiamo soli. Ma proprio per questo resistere vuol dire aspirare a diventare una moltitudine.

“L’alternativa al mostro è un insieme empatico in cui ci si riconosce”, Matteo Camerini.

Ed è ciò che afferma anche Pozzi quando, al termine di un intervento analitico e concreto sull’evoluzione del Terzo Settore, esorta le organizzazioni ad aprirsi al territorio, ai cittadini, ai beneficiari: i nostri enti sono oasi di bellezza, trasformiamo queste oasi in carovane.

Fare rete, creare movimento

Giuseppe Mazza ci ricorda che “comunicare” deriva dal latino “mettere in comune”, ed è un antidoto ai chiaroscuri gramsciani. Questo non è solo un impegno verbale, ma un manifesto programmatico per il nostro futuro. L’oasi citata da Pozzi si fa carovana e si mette in movimento, e un movimento è quello che vogliamo essere, annuncia p. Giuseppe Bettoni nel suo intervento, affinché le istanze del Terzo Settore vengano portate avanti e ascoltate a partire dai desideri dei lavoratori e delle lavoratrici, ma soprattutto dei beneficiari e delle beneficiarie.

Il Fondatore di Arché, p. Giuseppe Bettoni

p. Giuseppe Bettoni, fondatore di Arché [📸 Sara Fileti]

“La nostra storia ci insegna che lavorare insieme, camminare insieme, porta i suoi frutti. Le donne, le mamme e i bambini che accogliamo si sono liberati del mostro costruendo una rete con i cittadini, le cittadine, facendosi popolo. Vogliamo rendere l’esperienza di Arché, di Nivalis, di Pensieri e Colori, di Arché Vintage, un’esperienza di cammino popolare, di movimento popolare. Un movimento di idee e di pensieri”.

Fattoria Pianeta Terra, un compleanno speciale e “Ci Vuole Orecchia!”

“Il nostro compito è quello di portare il sole”, dice con un filo di ironia il nostro portavoce Paolo Dell’Oca. Perché l’evento è stato segnato da una fastidiosa pioggerella e temperature rigide, che non hanno scalfito i sorrisi e il calore dei tanti e delle tante che hanno partecipato.

Persone che applaudono dopo l'intervento di p. Giuseppe Bettoni

[📸 Sara Fileti]

Al contrario, anche la pioggia ha avuto un ruolo simbolico; “questo portico dove ci siamo dovuti spostare è la prima cosa che abbiamo costruito all’inizio dei lavori di Fattoria Pianeta Terra”, racconta emozionato Jacopo Dalai, Presidente della Cooperativa Nivalis che coordina il progetto. La Fattoria, inedita cornice del nostro Arché Live, sorge in una cascina del Parco Forlanini ed è pronta ad accogliere una comunità educativa residenziale per bambini e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni vittime di violenza.

Uno scorcio della facciata di Fattoria Pianeta Terra, durante l'Arché Live 2025

[📸 Sara Fileti]

Perché il lavoro di cura è di fondamentale importanza per lo sviluppo di contesti sociali positivi, per “Dare casa all’amore ferito”, come recita il titolo del libro presentato da Arché. Un libro che raccoglie l’esperienza della Fondazione in tutti questi anni, pensato per rispondere alle domande sul metodo educativo di Arché e in questo modo aprirsi ancora un po’ di più al mondo.

“Dare casa all’amore ferito” esplora il significato di accogliere e accompagnare chi vive in situazioni di fragilità, soprattutto donne e bambini. Puoi ordinarlo a questo link.

Alberto Cannistrà e Gabriele Amietta di Cooperativa Pensieri e Colori all'Arché Live 2025

Alberto Cannistrà e Gabriele Amietta [📸 Sara Fileti]

In questa giornata di celebrazioni non potevano mancare le parole di Alberto Cannistrà e Gabriele Amietta, il Presidente e il Direttore di Cooperativa Pensieri e Colori che quest’anno festeggia i trent’anni di attività. Per Cannistrà, Pensieri e Colori è un “modo unico per riacquistare autonomia, fiducia e dignità”; per Amietta, “il mio lunedì lo immagino solo al mio tavolo di lavoro, perché questo team mi rende felice di svegliarmi la mattina”. Due discorsi che trovano la perfetta sintesi nel racconto di Claudia Radaelli, entrata in Pensieri e Colori con un progetto di inserimento e oggi felicemente socia della Cooperativa. Con tanto lavoro all’orizzonte “e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” di quella vecchia canzone.

Miriam Petruzzelli sul palco dell'Arché Live 2025 con lo spettacolo "Ci Vuole Orecchia!"

Miriam Petruzzelli [📸 Sara Fileti]

E la musica è proprio ciò che conclude l’Arché Live 2025, con lo spettacolo femminista “Ci Vuole Orecchia!di Miriam Petruzzelli. La musica italiana, cantata dalla voce straordinaria di Petruzzelli, funge da pretesto per parlare di divario fra generi, violenza, machismo e sessualità. Riflessioni ironiche, taglienti e profonde, ma soprattutto necessarie in un momento in cui la consapevolezza su queste tematiche sta lentamente facendosi strada nel discorso politico e sociale.

Grazie

Dopo tutte queste parole, ne rimangono poche altre che sentiamo di voler dire. Una di queste è grazie.

Grazie alle persone che sono passate da noi nonostante il meteo.

Grazie a chi ha partecipato col cuore e con la testa, seguendoci in live sui nostri canali.

Grazie ai volontari e le volontarie di Arché che hanno supportato l’organizzazione della festa.

Grazie all’Operazione Mato Grosso per l’organizzazione del catering.

Grazie al Gruppo Scout che ha tenuto i laboratori per bambini.

Grazie a Sara Fileti che ha scattato le splendide foto di questo articolo.

Grazie a tutte le colleghe e i colleghi di Arché, alcuni dei quali hanno attraversato mezza penisola per partecipare.

E grazie a te per aver letto fin qui. Con l’augurio di rivederci presto là fuori, insieme. Sempre in movimento.