Il manifesto dei diritti e dei valori, frutto di un lavoro corale e presentato da p. Giuseppe Bettoni, è per chi come operatore o come volontario, come amico o come sostenitore, condivide la missione sociale di Arché nella consapevolezza che ognuno di noi viene al mondo con il compito di lasciare questa terra migliore di come l’ha trovata.

In continua evoluzione, il Manifesto di Arché è un documento fondamentale che riassume nei 5 valori e nei 5 diritti la missione sociale della Fondazione. Il manifesto viene condiviso con tutte le nuove persone che entrano a far parte o collaborano con la Fondazione Arché

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I Diritti

  • Diritto ad essere persona nella comunità

Al centro della nostra missione sociale è la persona, l’uomo e la donna, la bambina e il bambino, a qualsiasi popolo appartengano, accolti nella loro dignità in un momento particolarmente difficile e doloroso della loro vita, nell’intento di accompagnarli all’autonomia.

Accogliere pienamente la condizione umana significa condividere la debolezza e la fragilità assumendo il dovere inderogabile della cura e della promozione dei diritti della persona, favorendo lo sviluppo delle reti di relazioni e di appartenenza.

Nelle nostre case, nei servizi di accoglienza e di accompagnamento, nei progetti e nelle varie iniziative, come ci disse Papa Francesco:

“La struttura sia sempre al servizio delle persone, non il contrario”.

  • Diritto all’uguaglianza e alle pari opportunità

Ogni giorno le disuguaglianze e le ingiustizie nel mondo sono causa di sofferenza, di discriminazione, di mancanza di speranza nel futuro per molte persone, donne, uomini e bambini che vengono privati dei loro diritti fondamentali, nonché della protezione necessaria.

In particolare, ancora oggi siamo ben lontani dalla piena uguaglianza tra uomo e donna. Infatti, questo mancato riconoscimento, sta alla radice della violenza di genere che una cultura maschilista e patriarcale continua ad alimentare.

Ci impegniamo al fianco di donne e di bambini vulnerabili e fragili, vittime della violenza di genere e del trauma della migrazione, per favorire la loro accoglienza e il loro inserimento per una Comunità coesa e solidale, ispirandoci all’art. 3 della Costituzione nel:

“Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

  • Diritto al futuro

Nella cura per le persone che accogliamo e grazie ad una rete di relazioni sane si costruisce la possibilità di un futuro diverso dalle esperienze che spesso le hanno private dei diritti fondamentali, quali il diritto allo studio, alla casa, al lavoro e alla salute.

Riconosciamo il diritto delle persone migranti ad essere accolte, protette, promosse ed incluse senza distinzione, come afferma la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 14.1).

Per questo è nostro impegno offrire alle persone la possibilità di ottemperare il diritto allo studio, favorendo le inclinazioni individuali; sostenerle nell’accompagnamento ad ottenere un’abitazione idonea per sé e per i propri figli; offrire il supporto per un lavoro dignitoso e compatibile con l’accudimento dei figli; garantire la cura della salute, tutelata dalla nostra Costituzione all’art. 32.

  • Diritto alla qualità del lavoro di cura

La qualità del lavoro è la nostra priorità, per questo offriamo agli operatori la possibilità di crescere e di formarsi mettendo a disposizione gli strumenti adatti per potenziare le loro competenze e la qualità del servizio: fecondare gli interessi e i desideri, nutrire le occasioni di confronto e di approfondimento, non rassegnarsi a ripetere il già noto.

L’art.4 della Costituzione riconosce che col lavoro ogni cittadino “concorre al progresso materiale e spirituale della società”, pertanto è nostro impegno accompagnare le persone a non considerarsi solo destinatari della cura, ma pensarsi anche capaci di contribuire al bene comune.

  • Diritto a non essere mediati

Significa poter toccare l’altra persona senza passare per un mezzo che ci divida, che sia una terza persona, un’autorità, un oggetto e un foglio di carta.

Diritto a non essere mediati significa rifiutare ogni triangolazione, ogni potere che torna ad instaurarsi all’interno della comunità.

Significa essere grati, ogni giorno. Rischiare di essere felici.

I Valori

  • Ascolto

Confrontandoci quotidianamente con complesse e difficili storie di vita crediamo nella relazione che sa ascoltare e ispirare fiducia, che vince i pregiudizi.

Vogliamo abitare il mondo e il creato con gentilezza e rispetto, accogliendo le ricchezze e le diversità delle varie culture e dei vari popoli.

I nostri operatori e volontari accompagnano con intelligenza e passione le persone ad attivarsi in un percorso di trasformazione, che investe anche il nostro modo di pensare e di agire.

  • Dignità

Il rispetto della dignità della persona umana, nella sua capacità di riappropriarsi della propria biografia, costituisce il fondamento irrinunciabile della nostra azione.

La persona ferita e fragile non perde la propria dignità: una persona non può mai essere ridotta al suo problema o al suo errore. Un tale pregiudizio crea segregazione e indifferenza e non introduce possibilità di cambiamento.

È nostro intento favorire lo sviluppo di legami vivibili per sé, per la famiglia e per la comunità, valorizzando la dimensione spirituale della vita, al fine di trasformare il vissuto negativo in occasione di rigenerazione e di riappropriazione del proprio ruolo personale e sociale.

  • Fraternità

Il riconoscimento dei diritti individuali risulta insufficiente senza la consapevolezza che il nostro futuro è inestricabilmente legato a quello degli altri.

L’altra e l’altro non sono per noi semplicemente i destinatari di una relazione di cura o qualcuno con le competenze necessarie: sono sempre persone che meritano rispetto perché fratelli e sorelle in umanità.

Riconoscere l’altro come fratello significa emanciparsi dalla povertà di credersi al mondo come figli unici ed è fondamento di un’autentica laicità. Significa scegliere di superare la logica dei soci, che stanno insieme solo per interesse, sapendo anche andare oltre i limiti dei vincoli di sangue o etnici, che riconoscono solo il simile e negano il diverso.

  • Antifascismo

L’antifascismo è per noi un valore condiviso, al di sopra delle parti, perché da esso derivano la nostra democrazia e le nostre libertà.

È per noi un valore perché scegliamo ogni giorno di non rimanere indifferenti dinnanzi alle ingiustizie e alle disuguaglianze, perché crediamo che la via complessa della democrazia sia la strada maestra segnata dalla nostra Costituzione repubblicana dove la partecipazione e il dialogo costituiscono la vera forza di un popolo.

Coltiviamo e sviluppiamo la cultura della non violenza e della pace come strumenti necessari per la trasformazione dei conflitti nella convivialità delle differenze, e di vincere la paura e i pregiudizi.

  • Gratuità

Gratuito, come grato e grazia, deriva dal greco char-tòs, che significa piacere, gioia, dono. Gratuito è ciò che è dato per grazia, ossia per pura gioia dell’atto in sé, senza avere nessun fine al di fuori di esso, senza volere nulla in cambio. Ma gratuità non vuol dire rinunciare allo scam­bio, bensì il rinunciare a fare qualcosa unicamente in vista dello scambio.

La gratuità in una comunità significa l’assenza di un centro, di un vertice, di un controllo, di una norma che vada a regolare le relazioni tra le persone che vivo­no quella comunità. Scegliere di entrare in contatto con l’altro senza dover mai accumulare nulla, senza dover rimuovere nulla dell’altro, senza furto, senza appropria­zione, questo è il senso ultimo della gratuità: rimanere integri e lasciare che anche l’altro rimanga tale.