Oggi, 20 novembre 2014, è celebrata la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: è il 25° anniversario dell’approvazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Per Arché è un giorno simbolico che ci ricorda il senso del nostro operare, la ragione per cui dobbiamo costantemente proteggere la qualità del nostro lavoro.

Come è la situazione dei diritti dei minorenni in Italia? Come si ripercuote il difficile momento socioeconomico nei primi anni di vita dei bambini?

L’Italia non è un Paese per giovani, ma neanche per giovanissimi, deduciamo dai confronti all’interno del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un network (di cui Arché fa parte) di associazioni italiane che monitora autonomamente l’attuazione della Convenzione.

Nel 7° Rapporto, quello del 2013-2014, focalizzato sulla situazione dei bimbi da 0 a 3 anni, emergono con chiarezza molte conseguenze dei bassi investimenti pubblici nel finanziamento dei servizi per la prima infanzia: gli ambiti dei diritti sono numerosi (tra gli altri ci sono i diritti all’istruzione, di libertà, alla sicurezza, al gioco, alla salute), in questo articolo ci soffermiamo su due argomenti.

In Italia solo il 13,5 % dei bambini ha accesso agli asili nido e ai servizi per l’infanzia, percentuale in diminuzione a causa dell’impossibilità delle famiglie a sostenere le rette e per il livello di disoccupazione crescente delle madri.

Sostenendo tante madri (italiane e non) in percorsi verso l’autonomia, ci scontriamo puntualmente con lo scarso numero di posti negli asili nido italiani. Un caso emblematico è quello di Marie, ivoriana, il cui compagno italiano ha riconosciuto loro figlio Timmy due anni fa, prima di non farsi più vedere.

Per le liste degli asili nido del Comune dove risiede, Marie non risulta nucleo monoparentale ed è disoccupata: Timmy ha quindi pochissime chance di frequentare l’asilo nido (e per la sua mamma trovare lavoro è impresa ancora più improba se deve badare a suo figlio tutto il giorno).

Un altro indicatore preoccupante è l’elevato numero di bambini (anche molto piccoli) inseriti in comunità di accoglienza per minori: 14.991, numero addirittura superiore a quello dei minorenni dati in affidamento familiare.

In Casa Accoglienza ospitiamo mamme e bambini per un periodo limitato: ogni nucleo ha un progetto per sé e le continue domande di ospitalità che riceviamo non possono che segnalarci il bisogno di strutture sociali che tengano insieme mamme e bambini per aiutarli a recuperare l’equilibrio e l’autonomia.

In Italia urge una scossa a favore delle politiche per l’infanzia: si attende un nuovo Piano Nazionale Infanzia (peraltro previsto biennale per legge) in ottica di avvicinamento agli obiettivi europei.

È nei primi anni di vita che il cervello umano apprende e modella il suo funzionamento, in cui si definiscono funzioni cognitive e relazionali (come il linguaggio), ma anche meccanismi metabolici che incidono sullo stato di salute.

È importante ricordarlo oggi e ogni giorno, perché, perché se i diritti non vengono rispettati diventano storti, e nessuno di noi vuole che questo accada.