volontariato ospedali roma

Gina Riccio, psicologa psicoterapeuta familiare e coordinatrice del progetto “Fiocchi in Ospedale”

Si dice che essere genitori sia uno tra i ruoli più difficili al mondo, perché nessuno ti insegna ad esserlo. E se ci pensiamo bene non possono esistere delle regole universali sulla genitorialità, non può esistere un “manuale del genitore perfetto”.

È un’esperienza in itinere in cui prima fai l’esame pratico e poi impari la lezione teorica, parafrasando Oscar Wilde.

Si diventa genitori giorno per giorno, imparando a conoscere il proprio figlio mentre ci si destreggia tra nuove responsabilità, preoccupazioni inaspettate e fatiche mai provate prima.

Il momento della nascita è senz’altro un passaggio in cui le fragilità di una mamma o una famiglia possono emergere in modo esponenziale. Ed è proprio per questo che esistono percorsi di sostegno alla genitorialità come “Fiocchi in Ospedale”, un progetto di Arché in partenariato con Save The Children che supporta i futuri e i neo-genitori orientandoli nelle proprie scelte genitoriali e offrendogli un sostegno diretto in caso di difficoltà.

A Roma questo servizio è coordinato dalla dottoressa Gina Riccio, che abbiamo deciso di incontrare per conoscere meglio questo progetto.

volontariato ospedali roma

Gina Riccio mentre consegna delle donazioni a una mamma accolta nel progetto

Ciao, chi sei e cosa fai in Arché?
«Ciao, io sono Gina Riccio e coordino un servizio materno infantile di Arché che si chiama “Fiocchi in Ospedale”. È un servizio trasversale su cinque ospedali di Roma: il Policlinico Umberto I, l’ospedale M. G. Vannini, il policlinico Gemelli, l’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata e il San Camillo Forlanini».

Di cosa si occupa questo servizio?
«Ci occupiamo prevalentemente della nascita a rischio e di accompagnamento alla genitorialità fragile, riuscendo ad accogliere tutto il bacino territoriale di Roma e del Lazio».

Come è nata la collaborazione tra Arché e Save The Children?
«La collaborazione nasce nel 2014 quando Save The Children ha voluto portare il servizio “Fiocchi in Ospedale”, un servizio a livello nazionale, anche su Roma. Entrando in contatto con l’ospedale San Camillo Forlanini ha conosciuto noi di Arché che eravamo già attivi dal 2008 con il servizio “Spazio neonato-famiglia” all’interno dell’ospedale; c’è stata quindi la richiesta di partenariato e da lì tutto ha preso forma».

Dunque, una collaborazione risultata vincente negli anni che pian piano è riuscita a strutturarsi e svilupparsi anche negli altri ospedali sopracitati. Un successo che ha poi portato Save The Children a chiedere ad Arché anche il coordinamento del progetto, ruolo che ad oggi è ricoperto proprio da Gina.

Gina Riccio alle prese con un passeggino da donare a una mamma

È un servizio gratuito? Di solito i nuclei come accedono?
«Sì, assolutamente, tutti i servizi offerti sono gratuiti. I nuclei che accogliamo ci vengono segnalati dagli operatori dei singoli reparti degli ospedali, ma anche da realtà territoriali come consultori e associazioni che fanno parte della rete che abbiamo costruito negli anni. L’accesso però può anche essere diretto, quindi veniamo contattati dalle famiglie stesse che ci hanno conosciuto attraverso un banale passaparola o trasversalmente anche dai social network».

Nel concreto come si sviluppa e cosa prevede questo servizio?
«La presa in carico dei nuclei che seguiamo comprende un sostegno psico-sociale. I nostri operatori si occupano quindi di un supporto alla neo-genitorialità, ma allo stesso tempo aiutano i genitori a inserirsi a livello sociale orientandoli all’interno del mare magnum delle burocrazie italiane. Nel concreto quindi passiamo dall’aiutare all’iscrizione all’anagrafe del bambino alla regolarizzazione dei documenti di genitori stranieri, da un sostegno a una genitorialità fragile a causa di complicanze cliniche del bambino a un sostegno diretto di materiale e donazioni per nuclei in difficoltà».

Per concludere, un consiglio a chi sta per diventare genitore?

«Un consiglio che darei è quello di saper chiedere aiuto quando si è in difficoltà.

Perché essere forti non è solo il sapercela far da soli, ma è anche chiedere aiuto ai propri cari o alle istituzioni quando c’è bisogno».

Insomma, diventare ed essere genitori è un percorso sicuramente complesso, ricco di opportunità ma anche colmo di sfide. Sfide che spesso sono percepite come una montagna da scalare, ma che non sono altro che dei sentieri da percorrere insieme ai propri cari e in qualche caso insieme ad operatori professionali.