
Vagli a spiegare che è primavera: con la citazione di una delle più belle canzoni di Fabrizio De André, abbiamo il piacere di annunciare la nascita dell’Area Oltre la pena, una nuova area di lavoro che raccoglie l’impegno e le attività della Fondazione all’interno degli Istituti penitenziari della Città metropolitana milanese. Oggi l’Area Oltre la pena è composta da quattro educatrici, una assistente sociale, un nutrito gruppo di volontarie formate e una coordinatrice operativa, Federica Barile.
L’Area si compone di diversi progetti, in strutture diverse:
- La Sezione Nido del Carcere di Bollate, che ospita detenute madri in attesa di giudizio e i relativi bambini di età inferiore ai tre anni, al fine di favorire la relazione madre-bambino. In questo spazio a misura di bambino, realizzato con lo scopo di ridurre il disagio e la sofferenza che la condizione detentiva del genitore causa al figlio, si inserisce Fondazione Arché per favorire la relazione madre-bambino all’interno della struttura penitenziaria, offrire supporto alle madri e svolgere attività ludiche con i bambini.
- DOM 3, Donne oltre le mura, dove ci occupiamo di interventi di supporto alla genitorialità; presa in carico della madre e del nucleo attraverso incontri di conoscenza (anche presso la sede di Fondazione Arché) e connessione con i servizi territoriali e socio-sanitari, in collaborazione con ATS e ASST, per una individuazione comune di obiettivi di lavoro ed interventi; percorsi di supporto genitoriale e psicologico, individuale e di piccolo gruppo; interventi per il recupero delle relazioni famigliari; colloqui di valutazione e progetto di presa in carico personalizzata in condivisione con i Servizi territoriali e percorsi educativi a domicilio del minore; laboratori interni al carcere per il sostegno alla genitorialità, che consentiranno di individuare situazioni specifiche alle quali proporre percorsi di supporto alla genitorialità mirati ed individuali. Tali interventi sono realizzati in collaborazione con gli ambiti pedagogici la Casa di reclusione di Bollate, la Casa circondariale di San Vittore e l’Ufficio penale esterna di Milano.
- Un nido oltre i confini: Interventi a tutela della maternità ristretta e dei minori dove supportiamo madri e bambini accolti all’interno dell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri di Milano e presso la sezione Nido del Carcere di Bollate. Per farlo ci avvaliamo di un’equipe educativa che pone l’attenzione alla creazione e/o mantenimento di una positiva relazione madre-figlio, supportando la madre. Questo progetto è frutto di una co – progettazione costruita insieme al Comune di Milano e il Ministero di Grazia e Giustizia.
- Lavori di pubblica utilità e messa alla prova, per lavori di pubblica utilità si intende una prestazione non retribuita in favore della collettività; per messa alla prova, invece, si intende una concessione subordinata allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Il periodo della messa alla prova consente alla persona che ne è soggetta di svolgere un percorso educativo e di socializzazione. Le azioni concrete messe in atto consentono alla persona di dimostrare la propria volontà di cambiamento, oltre che di riscattarsi. Le attività che vengono proposte alle persone che devono svolgere questo tipo di percorso sono principalmente di supporto ad educatori e volontari, supporto in attività logistiche e di partecipazione ad eventi sul territorio.
Con la creazione di quest’area sosteniamo con forza l’idea che la persona non sia il suo errore, neanche quando commette il peggiore reato. Desideriamo lavorare promuovendo lo sguardo educativo e pedagogico, sempre in una relazione non giudicante che introduca e accompagni la persona nella scoperta della sua strada.
Simone Zambelli
Direttore generale operativo di Fondazione Arché
Nel corso delle prossime settimane pubblicheremo anche gli altri articoli presenti all’interno dell’ArchéBaleno #66:
- Con il fiuto della vita – Paolo Dell’Oca
- Certe scelte non sono neutrali – Alessandro Pirovano
- Imperativo categorico – p. Giuseppe Bettoni
- Da “bamboccioni” a aggressivi e in difficoltà: i giovani nel post pandemia – Nicola Iannaccone
- Dare agli altri per realizzare il proprio valore – Alessandro Albizzati
- Il prezzo della pandemia pagato dai bambini – Giovanni Del Genio
- Lavorare con le nuvole – Michela Ciusani
- Occupazioni e baby-gang: i giovani nel post pandemia – Roberto Maggioni
- Capire invece di condannare – Andrea Cegna
- La voce dei più giovani – Ariman Scriba
- ConTeSto, uno spazio da vivere davvero – Elena Giovanardi
- Che ne sappiamo noi della guerra – Paolo Dell’Oca