vezza d'oglio vacanza

Due provetti montanari alle prese con le prime scarpinate della loro vita.

Una volta ho letto da qualche parte che la vera bellezza è una luce nel cuore.

Domenica 7 agosto sono iniziate le Vacanze Arcobaleno di Casa Adriana e di alcuni bimbi della Corte di Quarto; Vezza d’Oglio ci ha accolti e si è presa cura di noi regalandoci paesaggi meravigliosi, ricordi indimenticabili, risate spensierate e cieli tersi.

La montagna, a parer mio, ti porta a confrontarti con te stesso, con i tuoi pensieri, con i tuoi limiti, con la tua forza di volontà, e questa è stata una settimana in cui ognuno di noi, ciascuno a modo proprio, si è misurato con quei pezzi che spesso vengono lasciati in un angolo e fatti tacere.

Per questo sono state giornate intense, piene, impegnative, ma soprattutto giornate belle, di quelle giornate che creano qualcosa di speciale.

Il primo giorno siamo partiti per un bellissimo trekking in Val Grande di Vezza D’Oglio; l’obiettivo della lunga camminata era questa piana incantata incastonata tra le valli attraversata da un ruscello d’acqua cristallina. Sembrava di essere in un quadro, persi in questo suggestivo angolo di mondo.

Il secondo giorno siamo andati a fare visita all’apicoltore e alle sue amiche api. Per i bimbi, ma non solo, è stato scoprire un mondo tanto prezioso quanto fragile. Abbiamo capito il valore di quel piccolo insetto e l’importanza del suo girovagare di fiore in fiore, abbiamo imparato a non averne paura e ad apprezzare uno dei frutti del suo operato: il miele!

Abbiamo trascorso il pomeriggio in piscina, qualcosa di semplice che, però, ha riempito i cuori di tutti e ha permesso anche a noi educatori e educatrici di lasciarci andare e giocare in acqua insieme ai più piccoli. Il tempo pareva essersi fermato.

Alla sera abbiamo festeggiato il compleanno di M., una delle mamme di Casa Adriana, che ha soffiato le ventiquattro candeline della torta con gli occhi pieni di emozione e gratitudine per ciò che aveva intorno in quel momento: “siete la famiglia che non ho mai avuto“,  ha ripetuto più volte quella sera.

Il terzo giorno siamo saliti più in alto di quanto alcune donne fossero mai arrivate o avessero addirittura mai immaginato di arrivare. La meta era il rifugio Bozzi, a 2478 metri: la mamma nigeriana J. ad una tale altitudine non avrebbe mai pensato di salirci sulle proprie gambe.  Era così soddisfatta che la stanchezza e la fatica sono venute meno in un secondo. 

vezza d'oglio vacanza

J. ricorderà per sempre l’arrivo al rifugio Bozzi, a 2478 metri.

Giovedìi bambini si sono immersi nella musica con i due artisti che hanno messo a disposizione i più svariati strumenti: dal cajon all’hang, passando per il didgeeridoo allo djembe, Entusiasti, i più piccoli hanno trascinato tutti e tutte a testare il proprio senso del ritmo, apprezzando anche le potenzialità del silenzio e usando la musica e il suono come strumento di espressione e scambio.

A fine settimana la stanchezza ha cominciato a farsi sentire, ma, come ha scritto il nostro caro collega Eugenio sul libro del Bivacco Linge, a 2289 metri, quando l’abbiamo conquistato,

“la fatica, le difficoltà sono solo una via per arrivare alla bellezza. Così in montagna, come nella vita”.

Un grazie speciale agli amici Monica e Roberto che, ogni anno, danno il loro grande contributo per fare in modo che le Vacanze Arcobaleno siano curate e speciali.

Grazie a tutti gli amici e alle amiche che han contribuito a rendere sostenibili queste giornate!

Grazie a padre Giuseppe non solo per la serenità che ci ha regalato in questa vacanza, ma per averci fatto capire che vale la pena staccare la spina e osservarci con occhi diversi.

Grazie all’équipe che ha trasformato il lavoro in piacere.

Grazie alle mamme e ai bambini perché se la vera bellezza è una luce nel cuore, tutti e tutte voi splendete!

E infine grazie Vezza, perché non sei solo un luogo, non sei solo una vacanza, sei un pezzo di Arché e passare di qua ti fa sentire parte di una bellissima storia.

Ci vediamo l’anno prossimo.

 

Elisa Cavoretto

 

 

 
 
 
 
 
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