È l’ultima sera delle Vacanze Arcobaleno a Vezza d’Oglio e il gruppo si sta riparando in casa, preparandosi all’arrivo di un forte temporale estivo. Esorcizziamo i timori per il frastuono dei fulmini che rimbombano nella valle con l’ultimo giocone della settimana, la Pignatta: tutti i bambini (e anche gli adulti) sono coinvolti in questo momento di festa finale, una condivisione di emozioni e gioia, come degna conclusione di un’esperienza profonda e positiva per tutti, quasi a voler contrastare quello che sta accadendo fuori.
E poi di colpo la tempesta esaurisce la sua forza e lentamente scende di intensità, rimane la pioggia e, alla fine, solo una leggera brezza. Allo stesso modo dentro casa l’atmosfera si è calmata (a dirla tutta con un po’ di fatica…) e, piano piano, quel fuoco dovuto all’entusiasmo si è trasformato in tepore, tipico di quando si è felici per qualcosa di bello che è appena finito ed è ora di riposare.
Una settimana di vacanze Arcobaleno
Uno dei primi giorni siamo stati in località Valbione, proprio sopra Ponte di Legno, a circa un’ora di cammino nel bosco di distanza. Lì troviamo un laghetto da sogno nel quale si specchia la famosa Cresta dei Fiori (utilizzata dagli Alpini durante la prima guerra mondiale) e una bellissima area attrezzata per i bambini. Una volta rifocillati dalla fatica con un buon panino e un po’ di cioccolata, i bimbi (e, di nuovo, non solo loro…) si danno all’esplorazione del luogo e ai giochi più disparati; c’è chi utilizza le altalene e le giostrine, per vedere l’effetto che fa “volare” a 1800 metri, direttamente nel cielo; c’è chi – forse più concreto, chi lo sa? – gioca a costruire muri con sabbia e sassi; e c’è chi si spinge qualche decina di metri più in là del nostro picnic e scopre uno stagnetto dove mettere a mollo i piedi ed esplorare così un misterioso mondo acquatico. Passa la notizia ai suoi amici e, in breve, sono tutti in costume ad inseguire girini nella pozza d’acqua.
È uno spettacolo guardarli, osservare lo stupore che nasce negli occhi di ognuno di loro: “vedi? ho trovato un minerale prezioso”, “questo girino ha già le zampe”, “vado a scalare quella roccia in mezzo al laghetto”. Sotto i nostri occhi vediamo montare la felicità che nasce dalla meraviglia di scoprire il mondo nelle piccole cose, forse uno degli aspetti più belli e preziosi del crescere. Piccole come una brezza leggera dopo un temporale che scuote le montagne, quando tutto il bosco esce da tane e rifugi e ricomincia ad animarsi di vita.
Quell’intimo momento di silenzio, l’istante della brezza, della meraviglia, è un tempo che racchiude una forza travolgente, quella che apre il nostro cuore alla bellezza che ci circonda.

Non è semplice, tuttavia, essere capaci di ascoltare quel sussurro. Ammettiamolo, è più facile lasciarci prendere dal frastuono. Noi adulti possiamo imparare a riscoprire questa qualità lasciandoci coinvolgere dai nostri bambini, ricordandoci, però, il nostro dovere di guidarli affinché, a loro volta, diventino adulti capaci di ascoltare quel sussurro senza perdersi in un mondo fatto di rumori e frastuoni, non rimanendo anestetizzati da una quotidianità piena di parole che si autodivorano.
A Ferragosto siamo a fare una spettacolare grigliata per festeggiare, in valle delle Messi, e l’esplorazione continua: i girini diventano farfalle e i bimbi si divertono ad inseguirle nei prati. Una si posa sul dito di una bambina, che trascorrerà il resto della giornata a riguardare la foto della sua mano con la farfalla sul dito, felice (a dir poco) per la loro amicizia (per dovere di cronaca, girini e farfalle stanno bene, sono tornati al loro habitat anche dopo le nostre mini invasioni).
Sempre in tema di scoperte, sono venuti a trovarci anche quest’anno Elisa e Riccardo, due amici della Val Camonica che gestiscono un laboratorio di musica per bambini. Hanno proposto ai nostri bimbi un’attività di gioco-musica, alla scoperta di nuovi e strani strumenti musicali. E che dire del Parco Avventura, dove il mitico Matteo e soci ci hanno fatto provare gli adrenalinici percorsi appesi agli alberi, nei quali bambini e adulti hanno potuto cimentarsi nell’affrontare le proprie paure e, alla fine, divertirsi alla grande?
E poi le passeggiate in alta montagna: vuoi mettere la soddisfazione per un piccolo alpino di tre anni di arrivare ai 2500 metri del rifugio Bozzi?

Per non parlare degli eventi musicali organizzati dalla pro loco di Vezza d’Oglio per le vacanze(concerti, dj set), che hanno offerto al gruppo serate “mondane”.
Tante altre cose si potrebbero citare, come per esempio la prima vera cordata composta dai bimbi, con tanto di piccola guida alpina. Si potrebbe parlare ore di una settimana così. Credo però che ci sia un aspetto importante da sottolineare: abbiamo cercato di regalare ai bimbi una settimana nella quale dare libero sfogo alla loro incredibile fantasia, alla scoperta di un mondo fatto di meraviglia e stupore.
E abbiamo cercato di donare alle mamme del tempo di qualità: libero dal peso delle preoccupazioni e del giudizio a cui sono sottoposte quotidianamente; di riposo per la mente e, attraverso la fatica, anche per il corpo; di riflessione, per tornare a casa con qualche consapevolezza in più circa le proprie capacità e con un rinnovato spirito di condivisione.
Un’ultima cosa è accaduta: verso la fine della vacanza a Vezza d’Oglio una giovane mamma si è avvicinata e mi ha detto di essere felice perché per lei era la prima volta che andava in montagna con degli amici… Senza accorgerci, abbiamo creato una famiglia nella quale vivere insieme tutto quanto accaduto.
Ora, rientrati a Milano alla vita di tutti i giorni, l’augurio che posso fare a tutti noi, non solo a chi ha condiviso la vacanza, è quello di non lasciarci spaventare e vincere dai temporali e di non lasciarci ingannare dalla loro maestosa potenza;
di non smettere mai di cercare quel piccolo girino, perché è lì la forza della vita.
Eugenio Tagliabue, operatore dell’area Housing
Un grazie di cuore va a tutte le persone che hanno permesso anche quest’anno, alle mamme e ai bambini di Arché, di poter vivere questa esperienza; a tutte le persone che hanno donato i fondi necessari per finanziare la vacanza a Vezza d’Oglio, a chi ha donato generi alimentari e beni di prima necessità (pane, frutta e verdura, latte, carne) e, soprattutto, a Monica e Roberto, che come ogni anno rendono possibile tutto questo con il loro impegno, il loro sostegno e la loro amicizia.