La montagna è un contesto privilegiato per relazionarsi in modo sincero e rilassato, senza rigidità e formalità”, ne è convinto Eugenio, educatore di Arché. E se lo dice il giorno dopo del ritorno dalle vacanze con le mamme e i bambini della comunità di Casa Adriana a Vezza d’Oglio, località della Val Camonica a più di mille metri d’altitudine, c’è da credergli. “Ciascuno si è messo davvero in gioco, mostrando e dando il meglio di sé per la riuscita del campo”, ribadisce, pensando alla decina di giorni appena trascorsi tra le montagne camune.

Da lunedì 13 a mercoledì 22 luglio mamme, bambini, educatori e volontari hanno potuto scoprire le bellezze naturali della valle alpina con le camminate e le visite della zona circostante all’edificio comunale, messo a disposizione dal comune di Vezza d’Oglio per i pernottamenti dei gruppi. Sveglia presto la mattina e poi subito fuori per qualche passeggiata con picnic a  mezzogiorno: è stato questo il programma che, di giorno in giorno, ha visto le mamme e i bambini scorrazzare per la Val Camonica. “Siamo stati a Ponte di Legno, a Temù, nel Sozzine Park, nel Parco dello Stelvio”, racconta Eugenio, “un giorno siamo arrivati in funivia fino al Passo Paradiso. Qui c’è stata una delle escursioni più belle e significative perché abbiamo potuto passare a fianco di trincee e altri cimeli della Prima Guerra Mondiale quando proprio in questa zona correva il confine tra l’Italia e l’Austria Ungheria. I bambini guardavano con curiosità, le mamme con commozione”.

Erano gite coinvolgenti, ma anche impegnative per le mamme e i bambini. Che, stanchi, dopo la cena preparata dagli educatori con le provviste spesso fornite da amici storici di Arché come Roberto e Monica, non facevano altro che avviarsi verso la stanza da letto. Per riposarsi e, soprattutto, essere pronti per la gita del giorno dopo.

“Rispetto alla coinvolgente settimana trascorsa in Toscana, a Dynamo Camp, i giorni della montagna hanno restituito una atmosfera più rilassante e tranquilla. Sono state entrambe due tipologie di vacanza che mamme e bambini hanno apprezzato”, dice ancora Eugenio, spiegando come in montagna il tempo più dilatato abbia permesso un’attenzione più profonda alle relazioni tra piccoli e grandi e tra le stesse mamme. “Ognuno ha sentito la necessità di dare il proprio personale contributo per rendere i giorni a Vezza d’Oglio un ricordo indelebile dell’estate 2020“.