Vivere un tempo sospeso, tra l’altalena la mattina e i videogiochi il pomeriggio, come ben raccontato da L’Essenziale, è una condizione che coinvolge anche diversi bambini e bambine accolti da Arché a Milano: una metropoli moderna e cosmopolita che, però, spesso, ha molte difficoltà a inserire i minori a scuola.
L’inserimento immediato in un nuovo contesto scolastico dovrebbe essere prioritario, ma l’attesa prolungata è solo uno dei disagi che gli studenti dei vari ordini scolastici vivono e riguarda, in particolar modo, i bambini più in difficoltà che sono costretti a casa in attesa di una nomina degli insegnanti di sostegno che sembra non arrivare mai. Senza questo tipo di personale la scuola non è in grado di accogliere e gestire i minori più fragili. Ciò va a rendere più complessa la gestione della vita quotidiana delle famiglie: chi starà a casa con i figli? Cosa inventarsi pur di stare al loro fianco?
Viene da chiedersi perché la scuola non arrivi a settembre preparata con il personale docente nominato e pronto a lavorare.

Alcune delle piccole ospiti di Casa Adriana all’uscita per recarsi a scuola.
Ovviamente per poter frequentare la scuola italiana la domanda di iscrizione, a qualunque ordine e grado, solitamente si effettua a gennaio, ma se un nucleo per esempio arriva in Italia a marzo cosa si può fare? Perché i bambini non hanno diritto di andare a scuola, perché devono perdere mesi e mesi a casa, costringendo anche le loro madri a starci o, peggio ancora, a pagare una baby sitter?
Come educatrice mi sono trovata diverse volte in situazioni in cui ho dovuto letteralmente “pregare” il dirigente scolastico di accogliere alcuni minori arrivati in Fondazione e spesso purtroppo la risposta è stata negativa e non solo per una mancanza di posti, ma per il forte pregiudizio che circonda i minori accolti in comunità. Il risultato, malauguratamente, è che i bambini rimangono a casa a lungo, perdendo così la possibilità di imparare e stare con i coetanei.
Le famiglie, monoreddito o meno, oggi non sono assolutamente aiutate, al contrario si va ad aggravare la loro situazione. Constatiamo che il sistema scolastico non tiene il passo della realtà!
Paola, educatrice dell’Area Housing