Paola Ehsaei, referente Area Prossimità Domiciliare di Milano di Fondazione Arché, ha partecipato all’incontro formativo con realtà del terzo settore svoltosi recentemente a Catania. Sono le sue parole a raccontarvi la giornata.

“È stato un week end intenso per i centri di prossimità sparsi in tutta Italia e finanziati da Intesa San Paolo con la Fondazione Ébbene!

Oltre a quelli di Catania, Palermo, Siracusa, Napoli-Scampia e Reggio Calabria eravamo presenti anche noi di Fondazione Arché come rappresentanti del Nord Italia e di Milano.

Con i loro responsabili del servizio, queste realtà si sono messe in relazione e a confronto al fine di creare forti legami nel modus operandi e creare una prassi, o meglio, una visione, che accomuni tutti i centri di prossimità: quella di mettere al centro l’individuo o la famiglia perché, nella relazione di aiuto, nessuno è più informato della persona stessa. Dandole fiducia, una prospettiva e uno spazio di accoglienza e ascolto attivo, grazie alla mediazione degli operatori, riuscirà a riconoscere il problema e far emergere i bisogni latenti che si porta dentro.

Abbiamo poi visitato il quartiere di Librino con la sua Villa Fazio, forse il non – luogo in cui ci siamo sentiti più a nostro agio, una sorta di “Quarto Oggiaro di Catania”.

Territori come questo vivono solo se animati.

Abbiamo parlato di economie circolari e democrazia partecipativa, temi da sempre molto cari al Terzo Settore.

Infine, abbiamo lavorato e elaborato meta-pensieri sul nostro lavoro perchè non possiamo pensare di esaurire il nostro compito nel fare, rischiando di trascurare l’investimento emotivo che raccogliamo ogni giorno, a cui cerchiamo di porre un perimetro.

Al fare bisogna dare un senso, quello che diamo tutti i giorni come Arché e come centro di prossimità, non percependoci come meri erogatori di servizi o di prestazioni, ma mettendo in campo la prossimità nel senso più vero e dolce del termine”.