Al termine di questo lungo racconto dell’incontro al pozzo tra Gesù e la donna Samaritana… (Gv 4, 5-42) colpisce il fatto che alla fine nessuno beve: non beve Gesù che pure aveva iniziato dichiarando la sua sete, non beve nemmeno la donna samaritana che addirittura lascia lì la brocca al pozzo e corre in città.

Non solo, ma anche nella seconda parte della pagina, ai discepoli che tornano dopo essere andati a fare la spesa e che gli propongono di mangiare qualcosa, Gesù risponde che ha già mangiato!

Proviamo a lasciarci condurre nella comprensione del complesso dialogo di oggi seguendo i nomi con cui Gesù viene conosciuto. È molto semplice: Gesù viene incontrato come un uomo qualunque, poi viene chiamato profeta, poi il Messia, dai discepoli è riconosciuto come Rabbì, e infine i samaritani concittadini della donna lo proclamano il Salvatore del mondo! È una progressiva rivelazione in cinque tappe.

Si parte da un uomo qualunque. Gesù è un uomo qualunque, senza aureola, che a mezzogiorno arriva assetato al pozzo di Giacobbe. Questo fatto di Gesù uomo, è rilevante per noi oggi: l’umanità di Gesù è un tesoro nascosto che non abbiamo ancora veramente esplorato e messo in luce come meriterebbe.

Il nostro è il tempo di una spaventosa disumanità: come mai l’uomo può essere così disumano? Pensiamo al secolo scorso, alla Shoà, ai Gulag, alle bombe atomiche… come può l’uomo essere così disumano? Ma anche in questi anni abbiamo visto e continuiamo a vedere di quanta ferocia è capace l’uomo!

Sconvolge la ferocia con cui è stato torturato e ucciso in Egitto il giovane ricercatore Giulio Regeni. Nessun animale è feroce come l’uomo. L’uomo è l’animale più feroce della terra e questo fa venire i brividi. Siamo capaci di atrocità inimmaginabili e ne inventiamo sempre di nuove. Non possiamo nemmeno dire che sono delle bestie, perché il leone mangia la gazzella, ma non la tortura, la tortura è una «specialità» umana.

A maggior ragione non dobbiamo passare via velocemente sull’umanità di Gesù. Gesù è il tesoro nascosto di un’umanità che noi rischiamo di perdere. Pensate un po’ che addirittura un concilio (Calcedonia, 451) ha pronunciato solennemente che Gesù è veramente Dio e veramente uomo, cioè ha affermato che in lui troviamo la verità del nostro essere umani. Gesù non è un super uomo, non è un angelo, è un vero uomo.
Per questo anche ciascuno di noi può essere uomo, così come Gesù è stato uomo, ognuno di noi può essere umano come lui. La prima scoperta che fa la samaritana è che si può essere diversamente uomini, è questa la porta d’ingresso nell’incontro con Gesù.
In secondo luogo la Samaritana osserva che quest’uomo però fa delle cose un poco strane, anzitutto chiede da bere a lei che è samaritana. Gli ebrei non si fermavano in Samaria: terra di infedeli, multietnica e eretica. Invece Gesù si ferma, non solo, ma chiede da bere a una donna del posto.

E lei non capisce molto: «Hai sete e poi mi dici che hai dell’acqua… ma allora cosa vuoi da me?». Se c’è l’acqua c’è sete, ma se c’è un’altra acqua vuol dire che c’è anche un’altra sete… cosa vuol dire? Che c’è un altro mondo che tu non vedi, di cui non sai niente e io ti parlo proprio di questo mondo altro, dice Gesù. Se Gesù stesse zitto, se bevesse e se ne andasse via, invece dice delle cose che non si sono mai sentite: c’è un’altra acqua, c’è un’altra sete, c’è un’altra vita!

È un uomo sorprendente, poteva prendere da bere e continuare per la sua strada, invece pur stanco e assetato, trasforma una casualità in opportunità.

Allora la donna comincia ad aprire gli occhi e sopraffatta da queste cose dice a Gesù: sei un profeta! Se sei veramente un profeta, se sei uno che se ne intende di religione, uno che ci capisce qualcosa, allora spiegami un poco questa faccenda dov’è la vera religione, dov’è il vero tempio? Noi diciamo sul monte Garizim e gli ebrei sul Sion (tanto più che sul Garizim il tempio era stato distrutto da un bel po’ di anni). Ci saremmo aspettati che Gesù citasse tutte le promesse del Primo testamento sul tempio di Sion come dimora di Dio (pagine strepitose sul rapporto tra Dio e Gerusalemme). No, Gesù afferma che Dio non è né qui né là. E allora dove?

Dappertutto e in nessun luogo. Bisogna adorare il Padre in spirito e verità. Dio è spirito, è come vento, come libertà. È il messaggio teologico della pagina, è l’annuncio che Dio è spirito e verità. Cosa significa? Vuol dire che Dio è il tempio di stesso, non c’è un tempio di Dio diverso da Dio. Dio è Dio, non è né ebreo, non è cattolico, né protestante… Dio è Dio, qualunque aggiunta è una sottrazione. Dio è spirito e vento: il vento non sta nel santuario! Può passare anche di là, ma poi deve andare oltre.

E il vento ha come caratteristica che non lo vedi, non vedi assolutamente nulla, anche il più impetuoso, vedi ciò che il vento muove, vedi il movimento che il vento suscita, ma non vedi il vento. Questo è Dio.

Nella Bibbia si dice sovente di qualcuno che viene «mosso dallo Spirito», cioè che si mette a fare cose che se uno seguisse soltanto il buon senso e la sua ragione non farebbe mai.

Ricordate domenica scorsa è stato lo stesso Spirito a sospingere Gesù nel deserto: perché uno da sé stesso non va nel deserto, non entra nel pericolo, nella zona off limits. Dio ti porta dove non sceglieresti di andare. Paolo arriverà a dire: Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà (Rm 4,17).

Al punto che Dio non è nemmeno lì dove aveva promesso che ci sarebbe stato: né sul Garizim, ma nemmeno sul Sion… perché Dio è libertà, è libero di non essere là dove te lo aspetti ed è libero di essere là dove non te lo aspetti. Dio non lo puoi rinchiudere.
Non lo puoi rinchiudere nemmeno nella tua esperienza, ma neanche nel tuo cuore… è una parola di libertà che è come vento che spazza via tutti i surrogati.

Gesù usa una parola chiave nella rivelazione di Dio, ed è la parola Padre. Si tratta di adorare il Padre, è la rivelazione della paternità di Dio che è una paternità universale. Non ci sono figli di serie A e di serie B: siamo tutti figli adottati, ma siamo tutti figli, in lui c’è la sostanziale fraternità di tutti gli uomini. Quando Gesù dice che Dio è Padre, vuol dire che noi siamo figli e quindi fratelli tra di noi.

A questo punto, con grande sorpresa, Gesù cambia completamente discorso e dice alla donna: «Va’ a chiamare tuo marito». Non stiamo a indagare cosa possano rappresentare i cinque mariti… Cogliamo il senso di questo passaggio un poco brusco dal generale al personale. Sembra dirle Gesù che fin tanto che si parla in generale di Dio si possono dire tante cose, cose che vanno bene per tutti e per nessuno, ma il discorso ad un certo punto si fa personale, allora si devono fare i conti con sé stessi.

Così la donna si rende conto che non ha davanti soltanto un profeta che spiega la religione, ma c’è un Messia che spiega me! Perché di profeti ce ne sono tanti, ma di Messia ce n’è uno. Qui c’è Dio che mi parla di me. Cosa significa questa rivelazione del Messia? Dal signor nessuno… al profeta, fino al Messia? Vuol dire che nel Messia si compiono le promesse di Dio, che tutto quello che è stato annunciato prima trova il compimento in Gesù. Tutta la storia converge in lui, anche la mia.

Allora la donna Samaritana corre dai suoi concittadini e diventa missionaria: è la prima missionaria cristiana! una donna, una eretica e diciamo… non proprio una santa!

È tipico del rivoluzionario vangelo di Giovanni che non contento di aver fatto di questa donna la prima missionaria, farà di Maria di Magdala la prima apostola cristiana.

Il risultato di questa missione è che i samaritani invitano Gesù a fermarsi da loro per due giorni e alla fine dicono alla donna: Non più per sentito dire, ma per l’incontro diretto con Gesù con la sua Parola che crediamo, ed ecco il vertice del racconto, la più grande rivelazione di Gesù che abbiamo nel NT, i samaritani affermano: «Ora crediamo che Gesù è il Salvatore del mondo».

Gesù è davvero colui che ci salva, che ci libera, è colui che ci rivela il volto di Dio e della vera spiritualità. Ma per arrivare qui siamo partiti dall’umanità di Gesù, dal signor nessuno!

Ed è questo il percorso che in queste settimane la parola di Dio ci fa percorrere insieme con Ivana, la nostra catecumena che si prepara a diventare cristiana. Il suo cammino verso il battesimo, il suo cammino di donna, di essere umano che arriva a conoscere Gesù, una volta diventata cristiana la farà diventare coma la donna di Samaria una missionaria del Vangelo, missionaria della misericordia di Dio e noi insieme con lei.

Immagine | @Juliana Phang