Carlotta e Helena sono le altre due ragazze che stanno svolgendo il Servizio Civile con Arché: una nella comunità “Casa Carla”, l’altra in “Casa Adriana”. Dopo Robin e Francesca, anche loro stanno sperimentando da vicino il mondo Arché. Ecco che ne pensano e come lo stanno vivendo.  

Ciao Carlotta, ti presenti?

Ciao, sono Carlotta! Mi piace pensare di essere una persona solare, simpatica, responsabile e di compagnia. 

Come mai hai scelto il Servizio Civile?

Ho deciso di candidarmi perché in una situazione particolare come quella in cui ci troviamo avevo bisogno di certezze, di stabilità e quotidianità. Dopo quasi un anno passato in casa tra videolezioni dell’università e film sul divano con la famiglia, volevo darmi da fare. 

Comprensibile. Ma perché hai scelto proprio Arché?

Ho fatto questa strada grazie a mia mamma che da un anno e mezzo a questa parte fa la volontaria in CasArché a Quarto Oggiaro, ed è stata proprio lei a propormi il progetto. 

Come ti trovi? Cosa ti fanno fare i colleghi, oltre le fotocopie ovviamente?

Sono passati due mesi dal mio arrivo a Casa Carla e trovo l’ambiente molto positivo e sereno, mi sto trovando davvero bene sia con le mamme che con i bambini. Non sapevo di preciso cosa mi aspettasse e sono stata piacevolmente sorpresa.  I miei colleghi mi fanno fare quello che c’è bisogno di fare: cambio pannolini, vado a recuperare bambini ai campus estivi, apparecchio e sparecchio, ma soprattutto gioco tantissimo. Ogni giorno è diverso e ci sono necessità differenti: di certo, non sto mai con le mani in mano! 

Cosa ti aspetti da questi mesi?

Da questo periodo mi aspetto di riuscire a temperare, almeno in parte, la timidezza e l’ipersensibilità che mi contraddistinguono. Perché, nonostante la serenità regni sovrana tra gli abitanti della Casa, certe storie ti spezzano il cuore. 

Passare anche solo un giorno in Arché può avere effetti anche un po’ destabilizzanti. Essendo già trascorso qualche mese, le tue facoltà intellettive sono ancora in buona salute? C’è qualche episodio buffo a cui ha assistito o di cui sei stata protagonista?

Ammetto che le mie facoltà intellettive hanno subito un calo bello e buono, ma mi è stato riferito da chi è più esperto di me, che è un effetto collaterale del lavoro. Quindi un po’ ne sono fiera dai, vuol dire che sto facendo un buon lavoro, no?  Di avvenimenti buffi ne ho visti parecchi, ma quello che mi vede protagonista riguarda quando per la prima volta  mi è stato richiesto di cambiare un pannolino. Io sapevo di essere in grado, ma l’ultimo che avevo cambiato in vita mia risaliva al 2009 quando cambiavo mio fratello. Decisamente arrugginita. Non so come ma sono riuscita a non combinare danni (o almeno spero!). 

Ciao Helena, ti presenti?

Ciao, mi chiamo Helena, ho 24 anni, sono una studentessa di Scienze Politiche e abito a Milano.

Come mai hai scelto il Servizio Civile?

Ho scelto il servizio civile per proseguire l’esperienza che stavo già facendo come volontaria in Arché. Mi sono trovata molto bene e mi sono resa conto di volerci dedicare più tempo e approfondire le conoscenze che già stavo acquisendo attraverso il volontariato.

E come mai hai scelto Arché?

Ho scelto Arché perchè condivido i valori della Fondazione. Arché accoglie, supporta e condivide con le persone nei loro momenti di difficoltà e fragilità e credo che queste siano delle azioni che dovremmo fare un po’ tutti.

Quali sono le tue attività? 

Le attività cambiano ogni giorno e in realtà credo sia un po’ il bello di questa esperienza! Accompagno le mamme quando devono fare delle visite, rimango con i bambini quando le loro mamme sono impegnate, svolgo commissioni per gli educatori e mi è pure capitato di cucinare! Diciamo che non ci si annoia mai!

E le tue aspettative? Cosa pensi possa darti questo anno in Arché?

In realtà non ho delle aspettative ben definite. CasArché è abitata da donne e bambini che provengono da culture e situazioni molto diverse fra loro e ogni giorno impari qualcosa di nuovo e ti allontani sempre di più da quei preconcetti che avevi prima. Penso che quest’anno sarà sicuramente uno di crescita per me e spero di uscirne più consapevole.

Per chiudere hai già pensato al tuo prossimo viaggio? Qual è la tua destinazione del cuore?

Credo che durante la pandemia tutti abbiano pensato al loro prossimo viaggio! La destinazione del mio cuore è sicuramente l’India. Mi attrae tantissimo la cultura, il cibo, i colori , la musica. Forse non troppo il caldo! Spero tanto di poterla visitare un giorno.