“Goro e Gorino è una vicenda difficile da giudicare, da una parte c’è parte della popolazione molto stanca e preoccupata, ma dall’altro stiamo parlando di dodici donne e otto bambini, probabilmente da parte dello Stato andava gestita meglio, ma anche dal punto di vista del dialogo”. Il presidente del consiglio Matteo Renzi, alla registrazione di “Porta a Porta”, interviene al termine di una lunga notte e giornata di barricate nei comuni del Ferrarese di Goro e Gorino. Una clamorosa protesta che ha costretto il pullman di dodici donne migranti, coi loro figli, destinate ad un ostello requisito dal prefetto Michele Tortora per “uno stato di necessità”, a fare dietrofront. Le donne, di cui una incinta, sono state dirottate in altre strutture tra Ferrara e la provincia. Il premier è netto sulla vicenda: “Voglio essere chiaro: l’Italia che conosco io, quando ci sono dodici donne e otto bambini si fa in quattro per risolvere il problema”.

Si sa che accogliere oggi è difficile. È un tema sul quale facilmente ci dividiamo: «Ognuno stia a casa sua, abbiamo già tanti problemi noi!». Ripetono in tanti oggi. E allora ogni Paese afferma: chiudiamo le frontiere, costruiamo muri tra noi e gli altri Paesi. «Gli italiani in Italia, gli stranieri a casa loro».

Il ragionamento è tanto convincente che si potrebbe andare oltre: che ogni regione italiana si tenga i suoi! Basta con questa mescolanza, con questo girare, se esistono le regioni un motivo ci sarà… e allora chiudiamo le frontiere tra le regioni e le cose andranno meglio per tutti.

Anzi, all’interno di ogni regione sarebbe meglio che ogni provincia si gestisca da sé, perché non è che siamo tutti uguali, bisogna preservare il lombardo, il pugliese, il veneto…

E poi per dirla tutta, anche nell’ambito delle stesse province non è che tutti i comuni possono porsi il problema dei migranti, dei profughi: ci sono questioni di bilancio. Allora sarebbe bene che le polizie municipali istituiscano delle frontiere tra i comuni prima che sia troppo tardi!

Effettivamente però, c’è il problema che le città sono divise in quartieri, si sa, ogni quartiere ha già i suoi problemi: magari col supporto della Protezione Civile, che è specializzata nelle emergenze, si potrebbero agevolmente installare dei posti di blocco tra i diversi quartieri, in particolare al confine con quelli popolari. In fondo, piccolo è bello… e chiuso è ancora più bello.

Ora che ci penso, quella famiglia del quinto piano, con quel continuo via vai di stranieri, senza considerare gli odori quando cucinano, i rumori che fanno… magari potremmo chiedere all’amministratore di montare immediatamente delle cancellate tra un piano e l’altro del condominio!

Ma perché mio figlio mi guarda così? Ma come, mio marito, mia moglie è così cambiata? Mi sa che di notte sia meglio chiudere a chiave la mia stanza da letto, non si sa mai!

Ricordate le parole della canzone di Fossati:

Sarà la musica che gira intorno
quella che non ha futuro…
saremo noi che abbiamo nella testa
un maledetto muro.

Siamo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro. «Il muro non è altro che la proiezione fisica del muro mentale che è in te» (A. Camilleri).

Immagine @Michele Barp