tirocinio formativo roma

Emanuela Tartaglia, Assistente Sociale e responsabile
del Servizio educativo domiciliare minori di Roma

Sono molteplici le figure che convivono nella grande famiglia di Fondazione Arché.

Dalle mamme e i bambini accolti nei nostri progetti, agli operatori che con professionalità le aiutano in un percorso difficile, non esente da grosse sfide. Dai volontari che dedicano il loro tempo libero per dare un aiuto concreto, agli studenti universitari che decidono di svolgere il proprio periodo di tirocinio presso i nostri uffici.

A Roma, l’opportunità di svolgere un periodo di tirocinio curriculare è offerta dal Servizio educativo domiciliare minori, di cui Emanuela Tartaglia è la responsabile. «Abbiamo delle convenzioni con le università La Sapienza e Lumsa per gli studenti di Scienze del servizio sociale e non profit», ci spiega Emanuela.

«È senz’altro un’opportunità formativa, parte pratica obbligatoria e necessaria per chi studia in questo ambito: non solo ti permette di conoscere e vedere con i tuoi occhi ciò che hai potuto studiare sui libri, ma ti agevola anche nelle scelte professionali che farai nel futuro.»

Gli studenti di Scienze del servizio sociale e del non profit, infatti, hanno un periodo di tirocinio obbligatorio da svolgere in una delle strutture convenzionate con la propria università e in affiancamento alla figura di un Assistente Sociale iscritto all’albo nazionale.

«Per me è uno stimolo lavorare a fianco di una giovane o di un giovane che sta studiando per lavorare in questo mondo e fargli da mentore; sia perché dà l’opportunità di conoscere il territorio e i servizi con cui dovrà lavorare (con tutte le risorse e le criticità del caso), sia perché, essendo giovani, riescono a portare competenze aggiornate e vitalità nella mia vita lavorativa di tutti i giorni», conclude così Emanuela.

In queste settimane, proprio a Roma, le strade di due tirocinanti si sono incrociate: Caterina che ha iniziato nel 2021 e sta concludendo e Sofia che ha intrapreso il tirocinio da poche settimane.

Abbiamo deciso di incontrarle e fare loro qualche domanda per capire cosa pensano e come stanno affrontando il loro percorso all’interno del Servizio educativo domiciliare minori.

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Ciao, come ti chiami e cosa studi?

Ciao, mi chiamo Caterina e sono una studentessa iscritta al corso Class (servizio sociale) presso la Sapienza.

Come sei arrivata in Arché?

Ho avuto modo di venire in contatto con Fondazione Arché attraverso la mia università per lo svolgimento del mio tirocinio curriculare.

Quali erano le tue aspettative prima di iniziare e sono state confermate?

Prima di iniziare il tirocinio ero molto spaesata e impaurita, ma allo stesso tempo curiosa di intraprendere questo nuovo percorso. Le mie aspettative erano molto alte e con il proseguo del tirocinio posso dire che sono state decisamente confermate.

Entrando in Arché, sin da subito si respira un forte senso di comunità e accoglienza. Il fattore reciprocità credo sia la colonna portante della Fondazione e lo si percepisce in tutti gli ambiti di intervento.

Cosa ti ha lasciato Arché?

Il mio percorso da tirocinante non è ancora terminato ma posso affermare con certezza che Arché rappresenta una grande opportunità di crescita lavorativa ma soprattutto personale.

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La tirocinante Sofia con la responsabile Emanuela Tartaglia

Ciao, come ti chiami e cosa studi?

Ciao a tutti, mi chiamo Sofia! Sono una studentessa del terzo anno presso la Lumsa. Attualmente sto frequentando il corso di Scienze del servizio sociale e del non profit.

Come sei arrivata in Arché?

Arché mi è stata segnalata da amici di famiglia, ho mandato una richiesta per svolgere un tirocinio presso gli uffici di Roma e fortunatamente sono stata accettata. Sono veramente orgogliosa di collaborare con questa Fondazione!

Quali sono le tue aspettative?

Le mie aspettative sono di apprendere il più possibile riguardo la vostra organizzazione e ai servizi che fornite, nonché a tutte le relative problematiche. Mi aspetto inoltre di essere d’aiuto nello svolgimento di qualsiasi ruolo mi venga assegnato.

Spero che questa esperienza mi aiuti nell’impostazione della mia carriera futura nell’ambito dell’assistenza sociale dandomi maggior opportunità e sbocchi professionali.