Sei mesi fa nasceva ConTeSto – Primo Soccorso Psicologico; nasceva dalla necessità di potenziare l’offerta di terapie psicologiche accessibili sul territorio, in seguito all’emergenza legata alla pandemia.

Sei mesi fa, G., 21 anni, inaugurava il servizio con una frase, che, più di ogni altra, descrive il senso di questo spazio: “Posso? Come funziona qui? Mi siedo e parlo? Allora… mi dicono che sono in quarantena dalla vita e non so come uscirne”.

“Uscire dalla quarantena della vita”, ConTeSto parla di questo, l’occuparsi di quella segregazione nella quale ci si chiude quando si comincia a sentire che, da qualche parte, si sta affacciando la possibilità di vivere, un vivere che ha a che fare con la qualità del nostro stare al mondo, una qualità che potrebbe stravolgere, sconvolgere, contagiare e diffondersi… proprio come una pandemia.

E come una pandemia ConTeSto si propone di essere contagioso, di contagiare una cultura, un pensiero, promuovendo un’idea di benessere, un’idea di stare al mondo che non vede nella salute “mentale”, emotiva, relazionale, un lusso riservato a pochi, ma un bisogno connaturato alla nostra esistenza, perché è di vita che stiamo parlando.

Molte volte siamo portati a cogliere nel “visibile”, nel “concreto”, l’esistenza di un problema, che sia un comportamento, un episodio, un sintomo, una mancanza, tanto da farci trascurare lo spessore di domande più profonde, legate al proprio essere, al cosa voglia dire essere vivi e vivere la propria vita, “chi sono io?”, “cosa voglio fare della mia vita?”, “cosa ho fatto della mia vita?”, non sono domande formulate in emergenza, sono un lento sussurro che accompagna il quotidiano, ma che difficilmente risuona nel mondo se non succede nulla di “visibile”, eppure c’è…

La domanda che più accompagna le persone che varcano la soglia di ConTeSto parla a questo livello; non all’emergenza, ma alla possibilità di fermarsi su di sé in uno spazio che lo permette senza andare nel fare, quanto piuttosto sullo stare, insieme, in ciò che si sta vivendo. “Non ho sintomi, sicuramente ci sono persone che hanno più bisogno, più urgenza, io non saprei dire se sto male, posso aspettare, è una vita che aspetto, sono qui solo perché vorrei capire se è lo spazio giusto per poter capire chi sono”.

ConTeSto è uno spazio di presenza da vivere insieme – con te sto –, un punto fermo sul territorio – contesto – dove poter mettere mano alla propria vita e ai propri vissuti in una presa in carico leggera, ma non per questo superficiale. ConTeSto parla del, nel e con il quotidiano, è “psicoterapia di prossimità”. Si tratta di avvicinarsi alla possibilità di capire come e perché possa avere senso occuparsi di sé, della propria vulnerabilità, del proprio essere soggetti della propria vita… chiede di prendersi sul serio.

ConTeSto si propone di intraprendere veri e propri percorsi di psicoterapia gratuiti, unici e unitari, dove poter mettere mano a se stessi nella propria interezza. L’assenza di vincoli legati ad un limitato numero di sedute o ad un investimento economico, ha in sé un valore politico: il promuovere un’idea di uomo capace di prendere in mano la propria vita indipendentemente dal contesto socio economico in cui vive o dalla propria storia. È un dichiarare concretamente l’importanza di questa dimensione della salute: la qualità del proprio vivere.

Elena Giovanardi,

Psicoterapeuta

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